yahoo: Immigrati, Medici stranieri: quanti morti, maggiore cooperazione -2-

Roma, 14 apr. (askanews) – A parere del presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e dell’Associazione dei medici di origine straniera in Italia (Amsi), Aodi, “abbiamo bisogno di unione e sostegno affinché il progetto della buona immigrazione possa realizzarsi concretamente fungendo da salvavita. Ogni Paese deve fare la sua parte per evitare queste morti, per le quali dobbiamo trovare delle soluzioni. Siamo stanchi di contare i morti nel cimitero a cielo aperto del Mediterraneo, stanchi di assistere alla strumentalizzazione dell’immigrazione per fini politici e visibilità mediatica”.

Perché “il giorno che segue la tragedia, i soliti politici italiani e di origine straniera si ritagliano il loro spazio nelle diverse trasmissioni, criticano le politiche in corso, senza proporre una soluzione costruttiva soffiando sul fuoco e mettendo a rischio la convivenza tra italiani e cittadini di origine straniera. Ci vogliono più servizi nei nostri Paesi di origine, ci vuole un’azione congiunta con il Governo italiano fondata sugli accordi bilaterali per regolare e programmare l’immigrazione”.

Quindi si deve “intensificare la cooperazione internazionale al fine di rafforzare la sicurezza mediterranea per accrescere il numero degli esperti, dei mediatori culturali, dei medici e dei professionisti della salute stranieri ed italiani che possano costruire un ponte di salvezza tra i due continenti. Dobbiamo salvare queste vite, a noi la responsabilità di un’azione preventiva per il bene comune nel Mediterraneo. Tutte queste proposte rientrano nel progetto ‘la buona immigrazione’, che stiamo proponendo al Governo Italiano per la tutela del principio dei diritti e dei doveri. Questo progetto garantisce gli effetti positivi dell’altro progetto sorella, “la buona salute”, che è basato su prevenzione, servizi, cura nella tutela del diretto della salute, scambio socio-sanitario e su di una vera cooperazione internazionale”, continua Foad Aodi.

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