viveremilano: Migranti, Minniti: in codice condotta Ong collaborazione contro trafficanti

 

 

Primi passi confermati con l’action plan della Commissione europea dove l’Italia ha voluto dire parole di verità accolte in parte come dimostra l’adesione alla proposta del codice di comportamento delle Organizzazioni non governative che operano in mare. L’appello è stato lanciato dal ministro dell’internoitaliano, domenica sera, prima di un suo incontro con i suoi omologhi di Francia e Germania.

Minniti ha poi presentato i dati del Ministero dell’Interno sui flussi migratori in Italia dal mare: “Nei primi sei mesi di quest’anno il 34% dei salvataggi di migranti nel Mediterraneo centrale è stato condotto dalle ong, il 28% dalla guardia costiera italiana, il 9% dalla missione Sophia, 11% da Frontex e il 7% dai singoli mercantili. E tuttavia posso poter ringraziare quelli, tra tutte le forze dell’ordine, che in quelle ore e in quei giorni hanno consentito di risolvere una situazione che posso garantirvi è stata molto difficile”. “La cooperazione tra Europa, Italia e Libia è necessaria per offrire loro un circuito economico alternativo”. Ma con l’incontro di stasera a Parigi è stato fatto un passo avanti e messo qualche punto fermo.

“L’Austria sarebbe pronta a schierare fino a 750 militari al Brennero se il flusso di migranti dall’Italia non diminuirà”. Il presidente Co-Mai Foad Aodi si è infatti appellato al Consiglio Europeo in vista della grande riunione prevista per sabato 25 marzo a Roma che coinvolge i capi del Governo di oltre 27 Paesi, affinché “si metta subito in agenda lo studio di una legge d’immigrazione Europea basata sul principio dei diritti e doveri reciproci”. La Libia non è la Turchia, con la quale l’Europa ha negoziato un impegnativo e costoso accordo: la Libia è fragile e instabile. “Combatterli in Libia significa dare un contributo straordinario per la stabilizzazione del Paese”.

Il testo, che ha per obiettivo quello di ridurre gli sbarchi, verrà perfezionato dalla Francia e portato al vertice di Tallin. L’impegno finanziario promesso dall’Unione europea per la gestione dell’emergenza migranti “è insufficiente”. Lo ribadisco, e tuttavia se guardiamo a quello che è avvenuto in Europa c’è invece un nesso, a mio avviso abbastanza più evidente, tra terrorismo e mancata integrazione. Quanto ai porti di destinazione, più complessa appare invece la possibilità di coinvolgere altri soggetti, come Malta, ipotesi a cui pure si era pensato. Questo e’ il cuore della questione.

 

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