unisanpaolo-altervista: trump foad aodi e co-mai rispetto per il voto popolare ma preoccupati per la linea discriminatoria annunciata

 

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Cosa cambierà con il Presidente Trump?

Gli USA hanno un nuovo presidente che si insedierà il 20 gennaio concludendo l’attuale presidenza.

L’elezione di Donald Trump va accolta con il rispetto assoluto che ogni volontà popolare democraticamente espressa deve ottenere ancora prima di ogni valutazione di merito.

Durante la lunga e aspra campagna elettorale sono state spesso espresse preoccupazioni in relazione a presunte posizioni del nuovo Presidente in merito ad alcuni problemi che oggi sono prioritari nel Mondo.

Molte di queste preoccupazioni sono però ampiamente infondate e frutto di una diffusione anche distorta di informazioni come avviene frequentemente durante le campagne elettorali.

La vittoria di Trump è stata anche la vittoria sui network che pretendono di condizionare l’opinione pubblica e le sue scelte presentando le informazioni selettivamente ed in modo spesso non imparziale. Durante i due lunghi anni della campagna presidenziale i media hanno spesso diffuso messaggi non corretti e sottolineato più aspetti caratteriali e gossip che i programmi dei candidati in particolare di quello repubblicano.

Gli elettori hanno letto e votato i programmi concreti presentati e il giorno dopo l’elezione è bene fare un pò di chiarezza. Ad esempio la volontà del Presidente Trump di bloccare l’immigrazione clandestina ed illegale è corretta e non può essere spacciata come un mezzo per fomentare odi razziali. Vivere in una società civile significa rispettare regole comuni e condivise oltre le quali c’è solo anarchia e caos. Negare il rispetto delle regole democratiche e della legge spacciando questo per odio etnico non può essere fatto: sarebbe come affermare che imprigionare gli assassini sia un atto di razzismo.

Oggi l’integrazione e la cooperazione fra tutti i popoli è semplicemente irrinunciabile e la presidenza democratica USA ha perso otto preziosi anni in questo senso che ci auguriamo siano invece recuperati con la svolta repubblicana. Il Popolo con il suo voto ha scelto di non accettare più una generazione di politici che antepongono interessi personali e lobbistici a quelli della popolazione votando per un non-politico e scegliendo il nuovo.

Se il Presidente Trump saprà rinnovare l’America riportando tutto all’idea democratica suprema di un Governo fatto dal Popolo per il Popolo lo scopriremo nei prossimi mesi e probabilmente, secondo le abitudini USA, anche nei prossimi 100 giorni del suo mandato.

Oggi siamo ancora “too close to call” per dirlo ma se i programmi saranno rispettati molti saranno i cambiamenti positivi. Molti hanno presentato Trump come contro le donne e sessista ma sono state proprio le donne americane ad eleggerlo. Molti lo hanno tacciato di essere contro l’integrazione ma lui si è sempre dichiarato a favore dell’immigrazione legale ed ha ricevuto più consensi dei predecessori da afroamericani, asiatici e ispanici.

Noi ci auguriamo che nell’agenda presidenziale già a gennaio ci siano chiare proposte per contribuire a superare i conflitti che oggi dilaniano il Medio Oriente, il Mediterraneo, le Americhe, l’Asia e che inizi un costruttivo dialogo con la Russia e la Cina e giungano pacificamente e in modo non traumatico al termine le tante attuali tensioni internazionali per il bene dell’unico vero Popolo: la razza umana.

Oggi non dobbiamo temere di intervenire concretamente a favore della Pace, dobbiamo invece temere l’indifferenza, l’inazione e l’ignoranza. Agire e diffondere notizie e cultura positiva realizzare concretamente la fratellanza universale fra i popoli è un preciso obiettivo della nostra Università come dimostrato dai nostri concreti sforzi per un dialogo efficace fra tanti popoli attraverso le prestigiose università in sinergia con UniSanPaolo.

Negli ultimi otto anni la politica estera americana è stata decisamente fallimentare, controproducente e autolesionistica ora ci auguriamo che un vento nuovo inizi a soffiare dal 20 gennaio: un vento di cooperazione internazionale pacifica senza discriminazioni.

 

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