tiscali: L’estate della grande paura, il sindaco di Cannes vieta il burkini in spiaggia. E scoppia la polemica

 

burkini.jpg_997313609

 

Finora a fare scandalo e provocare dibattiti anche legislativi erano le donne sempre meno coperte. Ma ora si va in controtendenza

Buona parte dell’evoluzione del costume occidentale coincide con quella del costume da bagno. Sempre più piccolo. Nel 1870, quando le donne cominciarono ad andare al mare, era un vestito, nel secondo dopoguerra si divise in due pezzi, e prese il nome di bikini. Negli anni Settanta il pezzo superiore cominciò a non essere ritenuto più indispensabile e nacque il topless. In quegli stessi anni in Brasile alcune ragazze cominciarono a ritenere superflua anche buona parte del pezzo inferiore. Ed ecco il tanga.

Quei centimetri di stoffa rimasti sulla pelle

Una guerra permanente. Ancora oggi in Italia – benché nel Duemila una sentenza della Cassazione l’abbia dichiarato lecito perché entrato pienamente nel “costume sociale” – il topless non è gradito ovunque. Lo stesso bikini incontra dei problemi appena fuori da molte spiagge. Negli anni passati, in alcune rinomate località balneari, come Viareggio e Riccione, è stato espressamente dichiarato sgradito, attraverso ordinanze comunali,  nelle vie del centro storico. Due anni fa – ma solo nel Web – è stato anche dichiarato vietato in presenza di musulmani. Si trattava di una bufala colossale, ma fece rapidamente il giro della Rete e in molti ci credettero.

Sei troppo coperta? Vai via

Non è una bufala, ma un’ordinanza del municipio di Cannes, il primo divieto europeo di andare al mare non “troppo nudi”, ma “troppo vestiti”. Il divieto si riferisce infatti all’uso del cosiddetto “burkini”, il costume da bagno d’osservanza integralista islamica che copre interamente il corpo femminile, proprio come una muta da sub (o i nostri costumi di un secolo fa). La ragione del divieto, ovviamente, non ha a che fare col “comune senso del pudore”, ma con l’ordine pubblico. Secondo il sindaco di Cannes, David Lisnard, il burkini “manifesta in maniera ostentata un’appartenenza religiosa” proprio nel momento in cui è in atto un’offensiva terroristica. In sostanza, qualcuno potrebbe fortemente irritarsi o preoccuparsi nel vederlo esibito sulle spiagge. Nizza, dove si è verificato uno degli attentati terroristici più terribili, in effetti è a pochi passi.  Il sindaco di Cannes, ha anche sottolineato di aver vietato solo il burkini e non il velo (o la kippa, o le croci), per chiarire che il rispetto delle simbologie religiose non è in discussione.  Il problema è solo l’emergenza terroristica.

Abuso del diritto

L’idea è piaciuta al primo cittadino di Villeneuve-Loubet, un’altra località balneare della Costa Azzurra, che ha subito adottato una delibera analoga. Non è piaciuta, invece, alla  “Ligue des Droits de l’Homme” che ha diffuso una nota di protesta dove si parla di “abuso di diritto”. Altrettanto ha fatto il “collettivo contro l’islamofobia”.  L’ordinanza antiburkini a Cannes è così diventata un caso politico ed è stata rilanciata dai principali media internazionali.

Donne velate in spiaggia e all’ospedale

La vicenda presenta qualche analogia col “divieto di burka”  introdotto all’inizio di quest’anno dalla giunta regionale guidata dal leghista Roberto Maroni negli ospedali della Lombardia. L’analogia non è però nel divieto, quanto nel problema che lo precede. I burkini  sono rarissimi. A Cannes, ha riconosciuto Thierry Migoule, il direttore generale dei servizi municipali, ancora non ne è stato visto uno. E a Milano, quando il divieto fu introdotto, Alessandra Kustermann, primaria alla Clinica Mangiagalli (dove il 25% delle donne assistite è di origine straniera), osservò di non aver mai visto una donna farsi visitare col velo. Altrettanto disse Foad Aodi, medico e presidente delle Comunita’ del Mondo Arabo in Italia (Co-mai). In definitiva il dubbio riguarda, prima ancora che l’opportunità, la stessa utilità di certi “divieti preventivi” che non vanno a colpire un fenomeno in atto. Col rischio di  alimentare il desiderio della loro trasgressione. Forse vedremo qualche “burkini polemico” in Costa Azzurra. Grazie all’ordinanza del sindaco di Cannes.

 

notizie-tiscali

Link

Altri articoli

Salute, Onesti (AISI): «Accordo Regione Puglia con le strutture sanitarie private, con un investimento di 30 milioni di euro, è la strada giusta per uniformare sempre di più sanità pubblica e privata accreditata ed elevare così la qualità delle prestazioni offerte ai cittadini».

ROMA 12 LUG 2024 – «Rilanciare il nostro “Sistema Salute” significa, sempre di più, mettere sullo stesso piano sanità pubblica e sanità privata accreditata, con l’obiettivo di elevare qualitativamente le

Leggi Tutto »
Nessun altro articolo da mostrare