theworldnews: Roma, circoncisione in casa: muore a 2 anni Grave il fratello

 

 

Un bambino nigeriano di quasi due anni è morto e il suo gemello è ricoverato nella terapia intensiva pediatrica dell’ospedale Sant’Andrea (ma non è in pericolo di vita) in seguito a un tentativo di circoncisione effettuato da un sedicente medico, un libico, nella sua casa di via Salaria, a Monterotondo, al,e porte di Roma. L’uomo è stato interrogato negli uffici della squadra mobile della Capitale. La famiglia delle piccole vittime aveva chiesto asilo e viveva in una struttura di accoglienza alle porte di Monterotondo, vicino Roma. Sul caso la procura di Tivoli ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio per il bambino morto e di lesioni gravissime per quello sopravvissuto. L’operazione sarebbe stata effettuata nel tardo pomeriggio di sabato. All’improvviso la situazione dei bambini sarebbe precipitata tanto da richiedere l’intervento dei soccorsi e il trasporto in ospedale con un’ambulanza del 118. Per uno dei bambini non c’è stato niente da fare perché aveva già perso molto sangue.

I piccoli nati a Latina nel 2017

«E’ disperata» la madre 353nne dei due fratellini, nati a Latina nel 2017, che ha altri 5 figli in Nigeria. La donna, titolare di protezione umanitaria, è giunta nella casa di Monterotondo a metà novembre. Gli operatori dello Sprar sostengono di non aver avuto alcun sospetto che la nigeriana volesse sottoporre i figli a circoncisione. La donna faceva scuola d’italiano a Roma. Era «tranquilla, sveglia ed educata», riferiscono gli operatori. Che aggiungono: «Piange e non si dà pace, il bambino le è morto fra le braccia. In Nigeria lavorava in una ong, è cattolica e nei giorni scorsi aveva addobbato un albero di Natale nella sua camera. Divideva l’appartamento con altre due donne beneficiarie di protezione, entrambe con un figlio». Sempre secondo gli operatori del centro, prima di arrivare a Monterotondo la donna era stata ospite per oltre un anno di un Centro di accoglienza straordinario (Cas) a Rieti e sembra che in quel periodo avesse chiesto alla pediatra informazioni sulla possibilità di sottoporre i figli alla circoncisione. Dopo il rifiuto del medico non c’erano stati seguiti. Ai responsabili dello Sprar di Monterotondo dell’Arci di Roma non aveva mai fatto cenno di volere fare circoncidere i bambini. Viene descritta come «ipersensibile, attentissima ai propri figli, che aveva regolarmente vaccinato ed accompagnava all’asilo sempre puntuale». «Abbiamo appreso con sgomento della morte di un bambino e delle gravi condizioni del gemello a Monterotondo. I due bambini erano ospiti in un centro d’accoglienza che l’Arci gestisce con il Comune di Monterotondo dal 2009». Lo comunica l’Arci di Roma. «È una tragedia – spiega l’associazione – che lascia senza parole e attendiamo con ansia dai medici notizie del secondo bambino. Aspettiamo che gli inquirenti accertino la verità». L’Arci di Roma intende, «laddove fossero accertate responsabilità di persone che hanno provocato la morte del bambino, costituirsi parte civile».

Il sindaco: «Tragedia assurda»

«È una tragedia assurda. In questa sorta di casa famiglia c’erano tre mamme, insieme alla madre dei gemellini che era arrivata dal Cas di Rieti il 15 novembre. Sembrava abbastanza serena e integrata, anche perché a Rieti aveva fatto un percorso di alfabetizzazione». Così su Radio Capital il sindaco di Monterotondo Antonino Lupi: «Nella struttura non possono entrare persone estranee ai nuclei familiari . Evidentemente la mamma deve aver preso l’iniziativa senza avvisare nessuno, altrimenti non sarebbe stato assolutamente consentito».

«Troppi interventi clandestini»

Le circoncisioni clandestine sono più del 35 per cento di quelle che si effettuano in Italia. A fornire il dato Foad Aodi, presidente dell’Associazione medici di origine straniera (Amsi). Amsi, le Comunità del Mondo Arabo in Italia e la Confederazione Internazionale laica interreligiosa(Cili-italia) «condannano senza mezzi termini ed esprimono condoglianze e solidarietà ai genitori del bambino morto dopo una circoncisione a domicilio a Monterotondo». «Noi da anni siamo impegnati a favore della legalità e del diritto della salute e il rispetto religioso per tutti contro ogni forma di illegalità e cure fai da te e le circoncisioni clandestine da personale e strutture non autorizzate e clandestine», spiega Foad Aodi. «Ormai sono più del 35 per cento le circoncisioni che si effettuano in modo fai da te e clandestino per vari motivi economici e mancanza di strutture autorizzate dove si possono effettuare tali pratiche per i bambini musulmani in Italia», aggiunge Aodi che un appello al Ministero della Salute «per autorizzare la circoncisione presso le strutture sanitarie pubbliche e private a livello nazionale con prezzi accessibili a tutte le famiglie musulmane e ebree che tante volte sono costrette a tornare nei Paesi di origine per l’intervento». «Regione Lazio e Asl Roma 4 che hanno accolto le nostre richieste concedendo l’autorizzazione ma rimangono i problemi dell’età e dell’anestesia da risolvere», conclude Aodi.

 

Link

 

Altri articoli

Salute, Onesti (AISI): «Accordo Regione Puglia con le strutture sanitarie private, con un investimento di 30 milioni di euro, è la strada giusta per uniformare sempre di più sanità pubblica e privata accreditata ed elevare così la qualità delle prestazioni offerte ai cittadini».

ROMA 12 LUG 2024 – «Rilanciare il nostro “Sistema Salute” significa, sempre di più, mettere sullo stesso piano sanità pubblica e sanità privata accreditata, con l’obiettivo di elevare qualitativamente le

Leggi Tutto »
Nessun altro articolo da mostrare