Test di Medicina, stranieri penalizzati

La settimana scorsa le prove d’ammissione ai corsi universitari

Test di Medicina, stranieri penalizzati?

Di nuovo critiche per la soglia di 20 punti e le domande di storia e cultura italiane

Il 17 marzo 2011 l’Italia ha solennemente celebrato una delle cinque opzioni a caso. Le domande di storia e cultura tricolori possono complicare la vita agli aspiranti dottori stranieri. Nella prova nazionale dell’anno scorso per l’ammissione alle facoltà di Medicina non ne contiamo molte, fra le quaranta di ’Cultura generale e Ragionamento logico’, ma anche una può fare la differenza quando c’è una soglia da superare: venti punti, limite introdotto dal governo Berlusconi e confermato da quello in carica.

Una settimana fa, quindi, anche i nuovi candidati hanno dovuto farci i conti. Questi: un punto per ogni risposta giusta, zero per ogni risposta non data, meno 0,25 per ogni risposta sbagliata. Ottanta domande, due ore a disposizione. E la difficoltà di usare l’italiano per chi viene da altri Paesi. C’è stata, però, un’altra possibilità: la prova in inglese, per l’accesso ai corsi in questa lingua. 

Il 5 settembre oltre 4.300 studenti di tutto il mondo hanno partecipato alla prima sessione dei test di ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia in lingua inglese, leggiamo sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur). Un grosso aumento, si segnala: l’anno scorso erano stati poco più di 1.800. Anche queste prove erano composte da 80 domande divise in due sezioni, 40 di logica e cultura generale e 40 di scienza su chimica, biologia, fisica e matematica. Questi test, svolti in sei sedi universitarie italiane e in cinque sedi all’estero, sono stati elaborati per il dicastero dall’Admissions Testing Service dell’Università di Cambridge, coinvolto anche nell’elaborazione dei risultati finali. I quesiti della prova nella nostra lingua, invece, sono stati ideati da una commissione ministeriale e si basano sul programma della scuola secondaria, ci ricorda il preside della facoltà di Farmacia e Medicina dell’Università ’Sapienza’ di Roma, Eugenio Gaudio.

La presenza del test in inglese è una delle ragioni esposte dal professore per le quali, a suo parere, le modalità attuali consentono agli studenti stranieri di partecipare “con piena possibilità di successo” al sistema d’ammissione, “sebbene questo sia sicuramente perfettibile“. Quel test, ci precisa, non ha né la soglia minima né le domande di cultura generale sul nostro Paese. Quesiti che, comunque, secondo il professore non hanno inciso nella prova in italiano:Erano una decina su ottanta e, lo sottolineo, gli extracomunitari non erano in competizione diretta con gli italiani perché in una graduatoria a parte“. I comunitari, però, sì. “Per loro come per gli extracomunitari c’era anche la prova in inglese. Abbiamo attivato i corsi in quella lingua anche se le risorse erano poche, abbiamo fatto il massimo.

Le domande di cultura generale, tuttavia, in futuro potrebbero sparire. “Come conferenza dei presidi – dice infatti il professor Gaudio – abbiamo chiesto di ridurre al minimo, se non proprio eliminare, i quesiti nozionistici, sostituendoli con altri di logica. Quest’ultima per un medico è fondamentale“.

Andar bene a scuola, tuttavia, conterebbe ancora, ad esempio attraverso l’attribuzione di un punteggio alla carriera scolastica depurato delle differenze nelle votazioni fra istituti pubblici e privati e fra scuole del Nord e del Sud. Le domande di cultura generale italiana sono fra i motivi per i quali, dal punto di vista degli studenti stranieri, la prova d’ammissione ai corsi nella nostra lingua è stata criticabile. Non le ha apprezzate, ad esempio, Foad Aodi, Presidente dell’Associazione dei medici di origine straniera in Italia (Amsi) e della Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), nonché promotore e portavoce del movimento ’Uniti per Unire’. Il problema principale, però, per il professor Aodi è la soglia dei 20 punti, introdotta ’a sorpresa’ dall’ex Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.

Da oltre un anno il professore chiede di eliminare il limite minimo, perché ha molto aumentato il numero dei bocciati. Nel 2011 – afferma – dei 2.500 ragazzi non italiani prenotatisi per la prova l’80% non passò il test. Attendiamo il dato di quest’anno; intanto mi hanno riferito che in alcune città nessuno studente straniero ha superato la prova“. Dal canto suo, il professor Gaudio sostiene che “in passato, quando la soglia minima non esisteva, si poteva essere ammessi anche con un solo punto, perché le richieste d’ammissione da parte degli studenti extracomunitari erano poche, anche meno dei posti a disposizione. Negli ultimi anni gran parte dei posti riservati agli extracomunitari non è stata riempita per mancanza di richieste. Comunque, penso che il limite di 20 punti sia molto basso“.

Contro la soglia si è schierato anche l’avvocato Michele Bonetti, legale di alcuni studenti stranieri che nel 2011 non avevano superato la prova d’ammissione alla facoltà di Medicina dell’università ’Sapienza’ di Roma e, dopo essersi rivolti al sindacato studentesco Unione degli Universitari (Udu), sono stati immatricolati in seguito all’accoglimento del loro ricorso da parte del Tar del Lazio. “Il giudice – ci dice Bonetti – ha sostenuto che non si può limitare il diritto allo studio a causa di una soglia troppo alta per soggetti extracomunitari“. E ci sono altri ricorsi aperti in giro per l’Italia, apprendiamo dal coordinatore nazionale dell’Udu, Michele Orezzi, secondo il quale “il sindacato è a disposizione per gli impugnamenti“.

L’introduzione ’a sorpresa’ della soglia, però, non è stata censurata: “Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso in merito di un altro avvocato“, spiega Bonetti. Il professor Foad Aodi ha chiesto al governo precedente di abolire la soglia, ma non è stato esaudito: “Ho visto la disponibilità personale dell’allora sottosegretario Gianni Letta e del Miur, ma non la disponibilità politica“. Il professore, però, non si arrende e offre all’esecutivo in carica – finora senza esito – una proposta articolata, mantenendo il numero chiuso. “Sostituiamo la prova d’ammissione con una preselezione in base al curriculum scolastico e un secondo test, orale, in grado di far capire la personalità del candidato e se è adatto a fare il medico. Aumentiamo i posti nelle facoltà che danno lauree necessarie al mercato del lavoro. E introduciamo fra i corsi un insegnamento facoltativo su cultura, lingua e storia italiane per gli studenti stranieri“. Che, nota Aodi, ora preferiscono la Germania e l’Europa dell’Est all’Italia, provocando così a suo parere una perdita di conoscenze scientifiche e denaro per il Paese e un punto a sfavore della cooperazione internazionale.

Il professor Aodi chiede impegno anche agli studenti stranieri. “Prima della prova studiano l’italiano per troppo poco tempo. Domande come quelle di logica richiedono una padronanza della lingua che tre mesi di studio non possono garantire“. Per questo propone alle università di allungare la durata dei corsi di lingua pre-test da tre a cinque mesi, includendovi la preparazione ai quesiti di logica e di cultura generale italiana. E l’introduzione di un albo degli istituti universitari, con i corsi di lingua migliori.

http://www.lindro.it/Test-di-Medicina-stranieri,10300#.UF9WmVHEmSp

Altri articoli

Nessun altro articolo da mostrare