stadio24: Gli operai Usa per Trump non c’entrano coi nostri

 

trump-calcio-750x450

 

Dal divieto d’ingresso nel Paese ai musulmani, agli elogi alla tortura, fino alla riduzione del cambiamento climatico a un’invenzione della Cina per rendere gli Stati Uniti meno competitivi, le dichiarazioni di Trump hanno fatto tremare gran parte della società civile mondiale. A Filadelfia, la polizia ha reso noto che un corteo composto da circa 1.000 persone ha attraversato il centro della città. Cambiamenti rapidissimi e forse una globalizzazione mal gestita da poteri esclusivamente economici, hanno portato all’impoverimento di milioni di famiglie e a cambiamenti demografici troppo veloci, aumentando la percezione di insicurezza quotidiana. Secondo una fonte della polizia, sono state arrestate 13 persone. Credo che i popoli abbiano voglia di fermarsi un attimo e ragionare su cosa davvero serva loro nella vita di ogni giorno.

Quella degli operai un tempo intruppati nei sindacati che adesso – rimasti senza lavoro – puntano sul miliardario Trump e quella dei ragazzi che contestano il neopresidente ma martedì non sono andati a votare per Clinton (me l’hanno confermato davanti ai camion della spazzatura usati da Nypd, la polizia metropolitana, per blindare i palazzi di Trump) sono le forme di un disagio collettivo che si esprime in modi, luoghi e tempi che i due grandi partiti storici degli Usa non hanno individuato né interpretato.

“Gli USA hanno un nuovo presidente, che s’ insedierà il 20 gennaio alla fine dell’attuale presidenza. Spero per il bene di mia figlia Giulia e di tutti che riesca a fare bene”.

Ora, dopo l’8 Novembre 2016, scrivo queste parole con tanta tristezza e tanta delusione.

Resto convinto che Hillary Clinton sarebbe stata, nel segno di continuità con la Presidenza Obama, la Presidente degli Stati Uniti più adeguata per le scelte future nell’economia, nella politica e nei rapporti con l’Europa e il mondo.

Così Foad Aodi, Presidente delle Co-mai e preside della facoltà di Scienze della Riabilitazione e Fisioterapia dell’ Università anglo-cattolica “Unisanpaolo”, ribadisce un deciso no alle politiche di fomentazione dell’odio razziale e religioso in America e in occidente, e sottolinea come “l’ America è da sempre la culla dell’immigrazione; non crediamo che oggi possa istigare allo scontro razziale, o peggio, considerare plausibili le idee di deportazione dei migranti e innalzamento di muri”. L’elezione di Trump, era evidente, non sarebbe arrivata senza portarsi con sé quello stesso clima avvelenato che aveva caratterizzato la campagna elettorale. Eppure li ha raggiunti e superati. Il mondo intero ha accolto la notizia con un pizzico di disorientamento. Ma lo stop agli aiuti potrebbe non fermarsi qui: “l’antipatia di Trump per gli accordi commerciali minaccia alcune intese importanti come l’ African Growth e l’ Opportunity Act volti a stimolare la crescita nel continente africano”. Un uomo che non ha rispetto per le donne, per la comunità gay, per le persone di colore e odia i musulmani.

 

stadio24

Link

Altri articoli

Nessun altro articolo da mostrare