responsabilecivile: Circoncisione clandestina, muore bimbo di due anni a Monterotondo

 

 

La Procura di Tivoli ha disposto l’arresto di un presunto medico straniero ritenuto responsabile della circoncisione clandestina che è costata la vita al piccolo

Un bimbo di due anni, residente a Monterotondo ma di origini nigeriane, è morto all’ospedale Sant’Andreadopo un intervento di circoncisione clandestina effettuato in casa. In prognosi riservata anche il fratellino gemello.

Sulla vicenda la Procura di Tivoli ha aperto un’inchiesta disponendo l’arresto del presunto medico ritenuto responsabile dell’intervento. Si tratterebbe di un cittadino statunitense 66enne di origine libiche. Gli vengono contestati i reati di omicidio preterintenzionale, lesioni gravissime ed esercizio abusivo della professione medica.

Nel corso della perquisizione presso l’abitazione dell’arrestato gli uomini della squadra mobile di Roma avrebbero sequestrato oggetti da cui si desumerebbe l’abitudine della condotta. Gli inquirenti hanno disposto anche l’autopsia sul corpo del piccolo deceduto.

La madre dei due bambini, nati a Latina nel gennaio 2017 è una donna titolare di protezione umanitaria. In Nigeria avrebbe altri 5 figli. Secondo quanto ricostruito sarebbe giunta nella casa di Monterotondo a metà novembre. In precedenza sarebbe stata ospite, per oltre un anno, di un Centro di accoglienza straordinario (Cas) a Rieti. Qui sembra che avesse chiesto alla pediatra informazioni sulla possibilità di sottoporre i figli alla circoncisione.

In Italia sarebbero tra i 4mila e i 5mila i bambini stranieri che ogni anno vengono sottoposti alla circoncisione, per motivi culturali, religiosi o igienici.

Di questi circa il 35% subirebbero la pratica in modo clandestino, spesso non da parte di medici, con il rischio concreto di infezioni ed emorragie. I dati dei bimbi circoncisi raddoppiano se si considerano quelli che durante le festività – soprattutto musulmane – vengono sottoposti alla pratica nei Paesi d’origine.

I costi, nel settore privato, sono molto alti. Si arriva a pagare anche fino a 4 mila euro. Nel pubblico la disciplina varia da regione a regione. Nel Lazio e nel Veneto, ad esempio, la prestazione è erogata dal servizio sanitario, con una spesa che va dai 250 ai 400 euro. In , invece, c’è un regime di convenzione.

Oltre a quello economico, un altro aspetto che favorisce la clandestinità è l’età minima per la quale è prevista la circoncisione, che varia da Asl ad Asl.  Ma Secondo Foad Aodi, presidente dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), il 99% dei genitori chiede di poterlo fare quando il bambino ha pochi mesi di vita.

Da qui l’appello dell’organizzazione al ministero della Salute “perchè autorizzi la circoncisione nelle strutture sanitarie pubbliche e private a livello nazionale con prezzi accessibili”. Il tutto, abbassando anche l’età in cui si può eseguire la pratica.

 

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