Sono 45 le vittime dell’attentato ai cristiani copti. Papa Francesco conferma il viaggio per fine aprile. Guterres: «Gli autori siano assicurati rapidamente alla giustizia»
Sono 45 i morti nell’attentato che ha sconvolto in Egitto la festività della domenica delle Palme. A Tanta e a Alessandria due kamikaze si sono fatti esplodere, il primo durante la celebrazione della messa, l’altro sul sagrato della chiesa di San Marco. «Due nostri gruppi hanno colpito gli infedeli», ha subito fatto sapere l’Isis attraverso l’agenzia Amaq, con cui ha rivendicato l’attentato. Fumo e sangue ovunque, queste sono le parole più ricorrenti nelle testimonianze dei superstiti. Tra questi anche il patriarca dei cristiani copti d’Egitto, Teodoro II. stava presiedendo la messa di Alessandria, quando è stato subito allontanato dalla sicurezza, dopo il boato appena fuori dalla chiesa.
Sarà proprio lui, Teodoro II, ad accogliere Papa Francesco tra venti giorni. Il Pontefice non ha rinunciato al suo viaggio apostolico in Egitto. Il consigliere del Grande Imam di Al-Azhar, l’ambasciatore Kadri Abdelmottaleb, ha affermato che: «Non vi sarà alcun problema per la sicurezza. Il Papa sarà grandemente benvenuto nel paese. Sarà del tutto sicuro». Tutto confermato quindi per la visita del Pontefice al Cairo prevista per il 28 e 29 aprile prossimi. Una notizia che Foad Aodi, Presidente della Comunità del Mondo Arabo inItalia, ha commentato così: «Per come lo conosciamo, sappiamo che questo Papa non ha paura; il suo coraggio è un faro per tutti noi. Papa Francesco è diventato un idolo per il mondo arabo e islamico e da lui ci attendiamo che chieda fortemente ad Onu e Ue di difendere noi musulmani e di difendere anche i nostri amici cristiani in Medio Oriente e in Africa».
E proprio il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha condannato con forza «l’orribile atto terroristico» alle due chiese egiziane, chiedendo anche che gli autori fossero rapidamente consegnati alla giustizia. Dallo stesso Consiglio di Sicurezza Onu è arrivato anche l’invito a tutti gli Stati a cooperare attivamente nelle indagini con il governo egiziano e con le autorità competenti.
La situazione però resta di grande tensione, in Egitto e non solo. Un razzo lanciato dal Sinai ha colpito un’area nel sud di Israele. L’attacco, che non ha causato vittime, è stato rivendicato ancora una volta dall’Isis. Poco prima nelle comunità, attorno a Gaza, non lontano dal Sinai, erano risuonate le sirene di allarme antimissile. A conferma del clima di allerta che si respira nell’intera regione, proprio questa mattina Israele aveva deciso di chiudere il valico di Taba, lungo il confine egiziano, per timore di possibili attacchi. La frontiera resterà chiusa fino alla fine della settimana di Pasqua ebraica.









