redattoresociale: Strage di migranti, le associazioni: subito una Mare nostrum europea

ROMA – Dopo l’ennesima tragedia in mare che rischia di essere una delle più gravi del Mediterraneo, le associazioni impegnate al fianco degli immigrati e dei rifugiati chiedono l’intervento immediato dell’Europa e una nuova Mare nostrum.

Un minuto di silenzio per il Consiglio nazionale dell’Arci, riunito a Roma il 18 e 19 aprile, per esprimere il “dolore e cordoglio per l’ennesima strage che si è consumata questa notte nel Mediterraneo”. “Una tragedia che ha responsabilità precise – dice l’Arci – nelle scelte compiute dalle istituzioni italiane ed europee, che continuano a perseguire politiche di chiusura ed esternalizzazione delle frontiere e che, con Triton, hanno deciso di mettere in campo un’operazione finalizzata al solo controllo, anziché allargare a tutto il Mediterraneo un’azione di ricerca e salvataggio, quale è stata Mare nostrum, che ha consentito a tante persone di essere messe in salvo”. Arci chiede al governo “in attesa che si arrivi ad un’azione  congiunta con l’unione Europea, di ripristinare immediatamente Mare Nostrum”.  


“Il più grande naufragio nella storia delle migrazioni: così rischia di essere ricordata l’ennesima tragedia avvenuta stanotte nel Canale di Sicilia”, commenta Amref Health Africa che ribadisce che è un dovere di tutti, ma innanzitutto della politica, ricordare che la sofferenza di una parte del mondo è affare di tutti, non solo di chi lo vive in prima persona”. Per il  direttore della sezione italiana, Guglielmo Micucci “l’Europa, inerme, non riesce a dare una risposta adeguata”.

Con quelle vite spezzate si compromette la dignità della comunità internazionale”, lo afferma Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli. “In particolare insieme a questi nostri circa 700 fratelli e sorelle periti la notte scorsa nelle acque del Canale di Sicilia c’è il naufragio anche dell’Europa che è doppiamente colpevole: primo per non aver assunto il programma Mare Nostrum a livello di Unione Europea, come da noi chiesto alla scadenza di questo programma. E secondo: per non aver agito con fermezza e chiarezza nel combattere la destabilizzazione di vaste zone dell’Africa”. Le Acli chiedono che “l’Europa avvii immediatamente un programma europeo di soccorso per i migranti nel Mediterraneo“.

Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia ha commentato il naufragio così: “Se l’Unione europea non attivera’ immediatamente un’operazione di ricerca e soccorso in mare almeno pari all’italiana Mare nostrum la credibilita’ delle istituzioni europee gia’ compromessa ne uscira’ definitivamente sconfitta.

” Le parole e la costernazione non bastano piu’. Occorre prendere atto che Triton e’ un’operazione che non serve ad affrontare l’enorme flusso migratorio che sta attraversando il Mediterraneo”. E’ il commento di Alessandro Bechini, responsabile Programmi in Italia di Oxfam.

“E’ una ecatombe che pesa e pesera’ sulla coscienza di chi non ha cuore, la sensibilita’ e la competenza di trovare soluzioni urgenti”. Cosi Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia) e Co-mai (Comunita’ del mondo arabo in Italia) commentano tramite il presidente Foad Aodi la tragedia a largo della Libia. Le organizzazioni sono unite per chiedere  urgentemente la “convocazione di un vertice europeo con l’Onu per trovare soluzioni immediate per fermare le continue morti che hanno trasformato in un cimitero il mare.

La Comunita’ di Sant’Egidio “esprime il suo profondo cordoglio a tutte le famiglie colpite dall’immane tragedia che si e’ consumata nel Canale di Sicilia, dalle prime testimonianze la piu’ grave mai registrata, e chiede con forza un intervento immediato: se l’Europa non e’ all’altezza di fermare le inaccettabili stragi del mare e’ l’Onu che deve scendere in campo utilizzando tutti gli strumenti possibili, fino alla convocazione urgente di una riunione del consiglio di sicurezza. Siamo infatti di fronte ad un numero di vittime che assomiglia a quello di una guerra”.

Medici senza frontiere chiede agli stati membri dell’Unione Europea l’avvio urgente di attivita’ di ricerca e soccorso in mare su ampia scala, per evitare altre morti nel Mediterraneo”. Loris De Filippi, presidente di Msf:: “Stiamo scavando una fossa comune nel Mediterraneo. E la responsabilita’ e’ delle politiche europee, che di fronte a migliaia di disperati che cercano protezione sul continente chiudono le frontiere costringendoli a rischiare la vita in mare. Non c’e’ piu’ tempo per pensare, dobbiamo salvare queste vite”. Per De Filippi “chiudere Mare Nostrum e’ stato un errore”

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