Razzismo: da Co-mai manifesto #UnitineiColori, unione contro chi lo alimenta; Foad Aodi, appello ai politici, evitiamo di fornire alibi ai movimenti estremisti

 

Roma, 12 feb. (Sin/AdnKronos)

Un manifesto dal titolo #UnitineiColori con l’obiettivo di arrestare il pregiudizio e rispondere con la pace a “certi attacchi verbali”. “Lanciamo l’invito a sottoscrivere questo manifesto a favore del dialogo, dell’integrazione e nel rispetto delle diversità a tutte le forze politiche e alle realtà, italiane e internazionali”, sottolinea Foad Aodi, presidente delle Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) che chiede l’unità contro il razzismo. “Il mondo arabo, islamico e anche africano – continua – è molto preoccupato per le dichiarazioni offensive e dannose da parte di certi politici. Il mio appello è rivolto principalmente a loro perché possano raccogliere il nostro invito al fine di portare avanti la vera integrazione, la giusta immagine dell’Italia all’estero, ed evitare di fornire alibi ai movimenti estremisti”.

Tra le proposte del manifesto si chiede di essere ‘uniti’ per l’integrazione. “Questa si fa in due, intensificate la collaborazione e il dialogo con gli italiani. Non parlate solo tra di voi”, ha chiesto Aodi alle comunità e associazioni di origine straniera in Italia. Il manifesto, tra gli altri punti, propone di essere ‘uniti’ per la cultura e la Costituzione italiana; per combattere il razzismo; per prevenire il terrorismo; per una buona e costruttiva informazione; per una vera cooperazione internazionale; per il rispetto delle diversità; per un’immigrazione programmata e qualificata; contro l’immigrazione irregolare; per la fuga dei cervelli; contro le aggressioni, le discriminazioni e il razzismo religioso. ‘Uniti’ per il dialogo, la conoscenza e la pace.

Il manifesto si inserisce nel solco del dialogo interculturale e interreligioso sostenuto insieme dall’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (Amsi), dal Movimento Internazionale ‘Uniti per Unire’ e dalla Rete della Diaspora Africana Nera in Italia (Redani). Con loro ci sono anche numerose associazioni e comunità aderenti a ‘Uniti per Unire’, che nel calderone della polemica alimentata dalle recenti dichiarazioni di alcuni politici, difendono il rispetto delle diversità. E lo fanno ancora di più a seguito degli episodi razzisti avvenuti nel Nord Italia che “andrebbero ad alimentare il pregiudizio nei confronti dei cittadini e medici stranieri in Italia, minando la loro buona convivenza con gli amici italiani”.

La Redani, in merito ai fatti di Macerata ha parlato di “una regressione culturale in corso nel Paese che porta ad una intolleranza verso lo straniero”. Insieme a Tam Tam d’Afrique, associazione delle donne di origine congolese, impegnata da anni per la difesa della dignità di ogni persona, le due realtà ringraziano ‘Uniti per Unire’ “per l’impegno instancabile nella denuncia del razzismo e per il grande contributo a favore dell’integrazione e della costruzione di una società democratica”.

 

www.unitiperunire.org
www.co-mai.org

 

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