RASSEGNA STAMPA 13/05/24. Medici e infermieri ora arrivano dal Sudamerica. Sono 3.500 i candidati. Il Sole 24 ore riprende le nostre statistiche sul personale sanitario di origine straniera presente in Italia.

Per fronteggiare la carenza la Regione ha siglato un accordo
con Argentina e Paraguay. Nel 2027 mancheranno all’appello 9mila dottori
.

Un settore in affanno, con tanta domanda e poco personale. È il quadro della sanità lombarda, che sconta ancora i complessi anni del covid ma, soprattutto, una carenza di organico ormai diventata strutturale e che cerca fuori dall’Italia la sua soluzione.

In questo contesto a preoccupare è soprattutto il numero degli infermieri. Secondo le ultime stime regionali, i posti complessivi disponibili per la laurea in infermeria sono più delle effettive iscrizioni: 2.400 contro 2.300 candidati. Più di 100 potenziali posti andati vacanti, contro una media generale al Sud Italia di 4.300 domande in più rispetto alla disponibilità di posti.

Per individuare e reclutare personale sanitario da accogliere in Lombardia, la Regione ha da poco concluso una missione in Sudamerica. «Abbiamo ricevuto disponibilità dai governi e dalle associazioni di categoria di Argentina e Paraguay di oltre 3mila infermieri interessati e oltre 500 medici e stiamo ricevendo 50 mail di interesse per lavorare in Lombardia», ha specificato l’assessore al Welfare della Regione, Guido Bertolaso sottolineando che l’obiettivo è riuscire ad avere i primi organici di infermieri e medici «entro la fine dell’anno».

L’idea della Regione è impiegare i professionisti anche nell’assistenza domiciliare integrata e nelle Case di comunità. «Questi Paesi hanno buone scuole e culturalmente sono vicine all’Italia. Un’opportunità per noi, ma anche per gli operatori, che possono fare esperienza in strutture di alto livello tecnologico come le nostre», spiega Bertolaso, sottolineando come la Regione stia lavorando per avviare un programma di cooperazione bilaterale e come, a rendere più semplice questo accordo, ci sia il fatto che circa il 30% della popolazione in Argentina e Paraguay è di origine italiana, possiede un passaporto italiano e molti parlano anche la nostra lingua. «Per il personale medico abbiamo 571 domande che sono già state formulate da medici laureati in Paraguay con diverse specializzazioni, dall’anestesiologica alla medicina generale, e anche in questo caso un 40% di questi professionisti parla già italiano e possiede un passaporto italiano», precisa Bertolaso.

Secondo gli ultimi dati dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e dell’Unione medica euro mediterranea (Umem), sarebbero circa 100mila i professionisti della sanità di origine straniera in Italia: un vero e proprio “esercito bianco”. Di questi molti sono concentrati proprio in Lombardia, che è la seconda regione – dopo il Lazio – per numero di personale sanitario straniero. «Entro il 2027 saranno circa 9mila i medici mancanti in Lombardia», spiega Foad Aodi, fisiatra italo-palestinese e presidente dell’Associazione dei medici di origine straniera in Italia, sottolineando come negli ultimi cinque anni siano giunte all’Amsi richieste per 8.500 professionisti della sanità da tutta Italia, di cui 800 dalla Lombardia.

«Solo da gennaio 2024, ben 250 servizi legati all’assistenza sanitaria in Lombardia non hanno chiuso grazie all’impegno di 500 tra medici, infermieri e fisioterapisti stranieri». Oggi, però, commenta Aodi, appena il 35% di questi professionisti ha la cittadinanza italiana. «Per loro non è possibile lavorare nel pubblico, dove la cittadinanza è un requisito fondamentale. Per questo la maggior parte vira su strutture private, concentrate soprattutto nell’area metropolitana milanese e nel Bresciano», spiega Aodi.

Se il percorso spesso non è semplice per i professionisti, complesso è anche per chi spera di venire in Italia a studiare. «Negli ultimi cinque anni gli studenti stranieri di professioni sanitarie in Lombardia sono diminuiti del 50% rispetto al passato. Alla base soprattutto motivi economici e criticità abitative», precisa Aodi, sottolineando come soprattutto a Milano il costo della vita e degli affitti sia diventato per molti insostenibile. «Molti stranieri oggi preferiscono il Sud Italia per via di costi e affitti più calmierati». Per questo, ribadisce il presidente, in Lombardia occorre lavorare su più fronti: «Non basta supportare gli stranieri nella gestione dei documenti per l’espatrio e nella formazione, ma serve pensare ad accordi per alloggi agevolati e incentivi economici per permettere a chi arriva nel territorio di lavorare e vivere dignitosamente».

La scheda
571 Medici – Per il personale medico sono 571 le domande già formulate da medici laureati in Paraguay con diverse specializzazioni, dall’anestesiologica alla medicina generale. Il 40% di questi professionisti parla già italiano e possiede un passaporto italiano
2.400 – Posti per infermieri. In regione i posti complessivi disponibili per la laurea in infermeria sono più delle effettive iscrizioni: 2.400 contro 2.300 candidati. Più di 100 potenziali posti andati vacanti, contro una media generale al Sud Italia di 4.300 domande in più rispetto alla disponibilità di posti
100 – Il personale in migliaiaSecondo gli ultimi dati sarebbero 100mila i professionisti della sanità di origine straniera in Italia: un vero e proprio “esercito bianco”. Molti concentrati proprio in Lombardia, che è la seconda regione – dopo il Lazio – per numero di personale sanitario straniero.

FONTE: https://www.ilsole24ore.com/art/medici-e-infermieri-ora-arrivano-sudamerica-sono-3500-candidati-AFFZIIbD

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