prealpina: Domenica la 102ma Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato

 

La Fondazione Migrantes: iniziative in 27mila parrocchie italiane

Domenica la 102ma Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato

Roma, 15 gen. (askanews) – Si svolgerà domenica 17 gennaio la 102a giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che – nelle intenzioni degli organizzatori – vuole rispondere con un messaggio di amore alle migliaia di vite che si sono spente nel “viaggio della speranza” attraverso il mediterraneo, e all’aumento crescente dei pregiudizi nei confronti degli stranieri in italia e in europa.
L’evento – viene spiegato in una nota – rappresenterà una festa dell’incontro e dell’accoglienza, dedicata al rispetto delle differenze e alla solidarietà nei confronti del nostro prossimo, straniero, immigrato e rifugiato che sia. La Fondazione Migrantes ha presentato le diverse iniziative che si svolgeranno in 27 mila parrocchie italiane: le celebrazioni principali avranno luogo nel Lazio, regione capofila del centro Italia per numero di immigrati ed emigranti, mentre nella capitale, circa 5000 migranti provenienti da più di 30 paesi parteciperanno all’Angelus di papa Francesco passando la porta santa per la celebrazione eucaristica in basilica, alla presenza del card. Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per migranti ed itineranti.
“Si fatica ad aprire frontiere e cuori, ma anche a fare leggi giuste, come abolire il reato discriminatorio di immigrazione clandestina”, ha commentato Giancarlo Perego, direttore della fondazione migrantes, che ha organizzato la giornata.
“Diamo il benvenuto a questa importante giornata di solidarietà aperta a tutti, musulmani, cristiani, ebrei ed atei – ha commentato da parte sua Foad Aodi, presidente delle Comunità del mondo arabo in italia (Co-Mai) e focal point per l’integrazione presso l’agenzia dell’Onu Unaoc -. Siamo tutti figli di una stessa umanità, e forti di questa consapevolezza dobbiamo accogliere l’accoglienza. Le Co-Mai ribadiscono senza indugila necessità della depenalizzazione del reato di clandestinità: un primo grande passo per favorire nuove politiche di integrazione”.
Da parte sua Maria Amata Garito, rettore dell’Università telematica internazionale Uninettuno, impegnata da anni in progetti di cooperazione, didattica a distanza con istituzioni e università dei paesi del mondo arabo e dell’area euro-mediterranea ha affermato: “Stiamo lavorando in collaborazione con le Co-Mai per creare mediante il progetto congiunto ‘istruzione senza confini’ uno sportello informativo che ha l’obiettivo di attivare il riconoscimento dei titoli di studio e delle competenze di immigrati e rifugiati. Lavorando insieme – conclude il rettore di Uninettuno – possiamo trovare strade che ci aiutano ad identificare nuove forme di collaborazione che consentono facilmente di considerare la diversità come ricchezza dell’umanità”.

 

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