Terapia anti-muri in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.
Alla ricorrenza della Giornata Mondiale del Rifugiato, l’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia AMSI rinnova il suo appello a favore della cittadinanza temperata lanciando il Manifesto SanitàeMulticulturalismo. Il documento è frutto delle proposte e delle iniziative dei Professionisti della Sanità italiani e di origine straniera, che si sono messi in gioco per migliorare insieme il SSN, sentendo l’esigenza di associare la medicina alla conoscenza culturale e religiosa e di rafforzare i servizi socio-sanitari per un’immigrazione qualificata e programmata. Tra i punti sollevati: garantire il diritto alla cura universale; contrastare le cure fai da te; sì ad una legge d’immigrazione Europea che si muova sui due binari politiche di accoglienza e integrazione e rispetto dei doveri nella garanzia della sicurezza comune; promuovere la ricerca e l’innovazione; autorizzare a livello nazionale la pratica della circoncisione; creare un albo specializzato per i mediatori culturali; promuovere l’aggiornamento professionale con corsi ECM su tematiche d’attualità; contrastare la medicina difensiva con un’ alleanza tra i pazienti ed i professionisti della sanità e tanti altri ancora per contrastare l’isolamento e la radicalizzazione dei giovani con disturbi della personalità e dell’identità. Il manifesto, promosso da AMSI, Unione Medica Euro Mediterranea – UMEM, Movimento internazionale “Uniti per Unire”, Fimmg Lazio, “Emergenza Sorrisi – Doctors for Smiling Children” Onlus, con la collaborazione di Fimmg Nazionale, Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), Confederazioni Internazionali, Ambasciate,Comunità straniere, scuole e associazioni varie, è stato annunciato ufficialmente nel corso del Congresso storico dell’AMSI, concentrato sul tema “Patologie vertebrali: dalla diagnosi al trattamento riabilitativo” (primo convegno del XVIII corso d’aggiornamento internazionale e interdisciplinare dell’AMSI stessa), svoltosi presso la Clinica “Ars Medica” di Roma il 17 giugno. Hanno partecipato a questo evento oltre 100 professionisti della Sanità, italiani e d’origine straniera che si sono confrontati con accreditamento ECM su importanti temi scientifici, deontologici, medico-legali e, per l’appunto, sociali. “Oggi il ruolo del medico e del professionista della Sanità deve rappresentare una chiave per la conoscenza tra i popoli e le culture, e anche per le buone pratiche dell’integrazione”, dichiara a conclusione del Congresso Foad Aodi, Focal Point per l’integrazione in Italia per l’Alleanza delle Civiltà UNAoC, Fondatore di AMSI e di UMEM. “Ci auguriamo che i rifugiati, trovino un’Italia e un’Europa pronte a curare e ad accogliere chi fugge dal proprio Paese a causa della guerra – aggiunge – e a promuovere la conoscenza, l’informazione, lo scambio socio-sanitario e l’aggiornamento professionale, come abbiamo ribadito nel nostro Manifesto. Diciamo #SIussolitemperato, per consentire ai figli degli immigrati di ottenere la cittadinanza italiana – punto che abbiamo già sollevato numerose volte in passato – dopo aver sostenuto un ciclo scolastico e dopo aver approfondito la cultura, la lingua e la storia italiana. Solo in questa maniera contribuiremo a combattere quella crisi d’identità e quel senso di inferiorità di cui soffre il 50% dei giovani immigrati che non hanno la cittadinanza italiana”. A valorizzare il lavoro di AMSI e dei 60 mila professionisti della Sanità (medici, infermieri, fisioterapisti, farmacisti, odontoiatri, psicologi) di origine straniera in Italia, il messaggi di saluto e di sostegno del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che “si riferisce all’impegno profuso dalla stessa Associazione nell’ambito della cooperazione e del dialogo tra i popoli, non che all’opera prestata all’assistenza agli immigrati e ai rifugiati”. Il sostegno e l’apprezzamento nei riguardi delle attività di AMSI è esternato anche da Barbara Mangiacavalli, Presidente dell’IPASVI e dal Ministro plenipotenziario Enrico Granara, Coordinatore per gli Affari Multilaterali del Mediterraneo e del Medio Oriente presso il MAE, che ricorda in qualità di supervisore alla Farnesina delle attività della RIDE, Rete Italiana per il Dialogo Euro-mediterraneo “il prestigioso incarico onorifico conferito da due anni a questa parte a Aodi dal Ministero degli Affari Esteri di testimoniare – a beneficio dell’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite – le buone pratiche che egli realizza in prima persona e che contribuisce a realizzare sul piano dell’accoglienza e dell’integrazione in Italia, attraverso il suo operato nell’AMSI, nella CO-MAI e in UNITI per UNIRE. Il contributo di testimonianza di Aodi – prosegue il Ministro in una lettera – è stato e continua ad essere importante, soprattutto in relazione ai suoi frequenti punti stampa e in televisione, specialmente in occasione di fatti che si impongono all’opinione pubblica. Momenti in cui è essenziale richiamare tutti ad avere uno spirito razionale ogni qualvolta si affrontino temi complessi come i flussi migratori e le inevitabili connessioni con i problemi dell’ordine pubblico”. Nel corso del Convegno è stato riconfermato all’unanimità l’ufficio di Presidenza dell’Amsi e la giornata è stata arricchita da professionisti di rilievo del settore Sanità, impresa e cooperazione Internazionale. Massimo Sabatini, Portavoce di UMEM e Membro del Consiglio Direttivo di FIMMG Lazio, ha dichiarato: “Sosteniamo il messaggio di multiculturalismo portato avanti con coraggio dai medici di AMSI, UMEM e FIMMG; crediamo che il lavoro svolto del medico di famiglia in Italia sia fondamentale per garantire a tutti i cittadini il loro diritto universale alla salute. Per questo invitiamo a nostra volta i medici ed i professionisti della sanità a informarsi e a conoscere i pazienti nel rispetto delle loro diversità culturali e religiose e rafforzando il rapporto e la fiducia che hanno con loro”. Fabio Massimo Abenavoli, Coordinatore del Dipartimento Cooperazione Internazionale di Uniti per Unire e Presidente di Emergenza Sorrisi Onlus afferma: “Vogliamo lavorare insieme, mettendo in gioco le nostre competenze e esperienze per portare avanti lo scambio socio-sanitario e la cooperazione tra i Professionisti della Sanità del Mondo. Solo creando occasioni di confronto tra gli operatori e i medici che provengono dai diversi Paesi possiamo consentire alla medicina e alla scienza di progredire nella direzione della ricerca e anche della solidarietà”.












