NOT IN MY NAME: : CONTRO IL TERRORISMO LA PROPOSTA DI “UNITI PER UNIRE” E “CO-MAI” DI UN ALBO IMAM ITALIANI E LA LEGGE IMMIGRAZIONE

NOT IN MY NAME: CONTRO IL TERRORISMO LA PROPOSTA DI “UNITI PER UNIRE” E “CO-MAI” DI UN ALBO IMAM ITALIANI E LA LEGGE IMMIGRAZIONE

“Sì a un albo per gli imam italiani, affinché la loro preghiera sia anche in lingua italiana e a una maggiore collaborazione tra le moschee e le istituzioni; sì ad una legge italiana e europea per il controllo dell’immigrazione; no alla libertà di insultare e provocare, a qualsiasi strumentalizzazione dell’Islam, del terrorismo e dell’immigrazione per fini politici, elettorali o visibilità mediatica”. Sono questi i punti più importanti del manifesto-proposte presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa organizzata dal Movimento internazionale Uniti per Unire, e il Giornale online La Svolta, nella sede della Federazione nazionale della Stampa italiana a Roma dalla Co-mai, la Comunità del mondo arabo in Italia dal titolo “Not in my name”. Un documento in dieci punti elaborato in collaborazione con la maggior parte delle comunità arabe e musulmane dislocate sul territorio nazionale, spiega il presidente della Co-mai, Foad Aodi, per prendere le distanze dal terrorismo e dalla violenza, dopo i drammatici fatti di Parigi. “Siamo noi le prime vittime di quanto sta accadendo nel mondo”, ha ribadito parlando davanti ai rappresentati delle ambasciate di Yemen, Arabia Saudita, Palestina, Egitto e Lega araba, nonché l’ambasciatore della Lega Araba in Italia, Youssef Nassif Hitti.Tutti insieme per mandare un messaggio chiaro e comune contro il terrorismo e a favore del dialogo interreligioso e interculturale. Una conferenza voluta per sostenere le vittime dei recenti attacchi sferrati contro la Francia e condannare in maniera esplicita, senza riserve, il massacro avvenuto nella redazione parigina del giornale Charlie Hebdo, noto per la satira irriverente, soprattutto verso il panorama religioso. In tal senso la Co-mai auspica un’azione di gemellaggio con il popolo francese e aderisce a quanto affermato da Papa Francesco riguardo alla libertà d’espressione, un diritto fondamentale che deve essere garantito e tutelato, ma allo stesso tempo un diritto che non autorizza, soprattutto la stampa, a insultare e a deridere la fede attraverso l’utilizzo di provocazioni. Chiaro il riferimento alle vignette apparse nel nuovo numero di Charlie Hebdo. Il nome Not in my name, si rifà infatti al principio di non uccidere “in nome di Dio”, al di là se si tratti del dio degli ebrei, dei cristiani o dei musulmani.Altro punto in comune? I dubbi verso la figura di Matteo Salvini, personalità, secondo alcuni moderatori, non coerente con i valori di multiculturalismo e integrazione di cui le civiltà e repubbliche moderne necessitano.

 

Qui di seguito il manifesto delle proposte redatto dalla Co-mai, in collaborazione con le comunità arabe e musulmane in Italia e con il movimento Uniti per Unire:
1. No al terrorismo ed alla violenza, con fermezza e senza ambiguità;
2. Sì alla libertà religiosa, alla convivenza pacifica, alla conoscenza ed al dialogo interreligioso ed interculturale tra i popoli e Sì alla libertà di espressione;
3. No alla libertà di insultare e provocare ed allo scontro tra le civiltà, No alle strumentalizzazioni politiche dell’Islam, del terrorismo e dell’immigrazione per fini elettorali e visibilità mediatica e politica;
4. Sì ad Un albo per gli imam italiani e la loro preghiera (Kotba) anche in lingua italiana , promuovere maggior collaborazione tra le moschee e le istituzioni per il completo processo autorizzativo;
5. Sì ad una legge europea ed italiana  per il controllo dell’immigrazione basata sui principi “Diritti e Doveri”, all’immigrazione programmata, alle politiche d’accoglienza e la concessione della cittadinanza temperata;
6. Favorire una maggiore e vera cooperazione con i nostri paesi di origine anche tramite gli accordi bilaterali per combattere l’immigrazione irregolare;
7. Incrementare il coordinamento e la collaborazione tra Onu, Paesi arabi ed euro-mediterranei in politica estera e nella cooperazione internazionale;
8. Più cooperazione economica e soluzioni per combattere la crisi economica e la disoccupazione in Europa e nei nostri paesi di origine;
9. Riattivare le consulte regionali e nazionali per le Comunità  e le  Associazioni arabe, musulmane e di origine straniera per favorire la collaborazione tra le istituzioni ed il loro maggior coinvolgimento nella vita sociale italiana e per evitare territori di soli cittadini stranieri;
10. No all’abbinamento “Islam e Terrorismo” ,”Immigrazione e sicurezza” ,senza mai abbassare la guardia e combattere tutti i rischi e le forme di propaganda del terrorismo.

photoVI PROPONIAMO IL SERVIZIO DELLA WEBTV C.N.O. ( Community Network Organization )

NOT IN MY NAME-Parte Prima: Cno-Webtv alla conferenza stampa Not in my name organizzata dalla Comunità del Mondo Arabo in Italia e dal movimento Uniti per Unire presso la Federazione Nazionale delle Stampa Italiana, per l’integrazione culturale e contro il terrorismo

NOT IN MY NAME- Parte Seconda: Cno-Webtv alla conferenza stampa Not in my name organizzata dalla Comunità del Mondo Arabo in Italia e dal movimento Uniti per Unire presso la Federazione Nazionale delle Stampa Italiana, per l’Integrazione culturale e contro il terrorismo

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INTERVISTA di Giovanna Canzano a Foad Aodi Presidente Co-mai, comunità del mondo arabo in Italia e Presidente del movimento Uniti per Unire

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