messaggeroveneto: Moschea aperta a tutti per l’11 settembre

 

«L’11 settembre in moschea a Pordenone porte aperte per la pace e la convivenza». Soumia Erraji invita i cattolici, ebrei, sik, evangelici, laici: la comunità musulmana in Comina aprirà le porte del centro islamico a tutti. L’anniversario degli attentati alle Torri gemelle, 15 anni fa, e la condanna dell’Isis sono la ragione sufficiente di un incontro senza formalità, ma nel segno dell’amicizia.

«I cristiani potranno visitare la nostra moschea per dare un segno simbolico di condanna a tutte le forme di terrorismo – Soumia dice che è l’idea di Foad Aodi, presidente delle Comunità arabe in Italia –. L’intenzione è quella di riprendere il percorso di unità iniziato a luglio, quando ci siamo recati nella chiesa del Sacro Cuore per testimoniare il dolore per l’assassinio di padre Hamel, ucciso in Francia dall’Isis».

Tante moschee a porte aperte nel Nordest. «Ogni domenica siamo in moschea per accogliere gli amici cristiani e laici pordenonesi – ha detto l’imam Ahmed Erraji –. Vogliamo confermare l’unione e la pace con Pordenone, che è la nostra città». Una domenica speciale e il dialogo interreligioso va avanti.

«Il 12 settembre celebreremo la festa del sacrificio – l’imam Erraji ha ricordato il calendario religioso islamico –. La preghiera comune sarà alle 8.30».

La festa del sacrificio (Id al-adha) vieta al musulmano di digiunare, nel decimo giorno del mese incoronato Dhul-hijja nel calendario lunare. «Il sacrificio è una sunna profetica di storica tradizione – in moschea saranno tanti il 12 settembre prevede l’imam –. Sacrificare un capo di bestiame detto Ud-hiyya è un rito controllato da veterinari locali». È una comunità forte, quella islamica, dove la parola fratellanza è incardinata nel polo di preghiere e solidarietà in Comina: pregano anche i profughi che sono in attesa dello status di rifugiati politici e qualche italiano convertito. «Dopo avere rispettato il Ramadan, con la donazione ai poveri e un mese di digiuno e preghiere – ha detto Ahmed Abdullah – la festa del sacrificio è la seconda celebrazione più importante. La dedichiamo alla pace». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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