Libia, Amsi (Foad Aodi): “300 morti a Sirte, appello al Goveno Italiano per aiuti sanitari e umanitari ai libici. La nostra disponibilità come medici stranieri”.

 

Comunicato Stampa Amsi Libia 

Libia, Amsi (Foad Aodi): “300 morti a Sirte, appello al Goveno Italiano per aiuti sanitari e umanitari ai libici. La nostra disponibilità come medici stranieri”.

“Servono aiuti umanitari e sanitari in Libia, lo chiediamo al Governo italiano, offrendo tutta la nostra disponibilità come medici stranieri per intervenire”: sono queste le parole di Foad Aodi, Presidente dell’Associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia (Amsi) e delle Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), che lancia un appello per attivare un corridoio sanitario per curare gli oltre  750  feriti che sono in attesa di  cure mediche a Sirte e provincia, dove sono stati uccisi più di 300 civili nell’ultima settimana. Il numero in aumento continuo dei cadaveri per le strade comporta un grave rischio di epidemia come riferiscono i medici libici al presidente  di AMSI chiedendo  aiuto con urgenza.
Aodi, che si trova da giorni nella città di Nizza, rivela di aver incontrato numerosi ex rifugiati siriani, tunisini e  libici, i quali confermano quanto sostenuto dai medici di Amsi in Europa: “La stabilizzazione della Libia è la miglior soluzione per combattere il mercato degli esseri umani, le violenze contro le donne e le ragazze e lo sfruttamento dei minorenni non accompagnati nel mercato nero dei trapianti degli organi, lo sfruttamento sessuale e lavorativo”.
Il Presidente di Amsi, rivolgendosi ai rappresentanti del Governo italiano aggiunge con forza: “L’Italia deve agire con cautela nelle azioni militari in Libia e nei nostri Paesi di origine, facendo emergere il suo ruolo chiave ed apprezzato nell’ avanzare soluzioni diplomatiche e aiuti socio-umanitari in Libia, Siria, Iraq, dove ci sono ogni giorno stragi di neonati e bambini. Sotto questo aspetto – prosegue –  l’Amsi e le Co-mai sono a disposizione  per offrire il loro contributo al dialogo, all’assistenza e alla cura sanitaria, in Libia e ovunque sia ncessario”.
Infine Aodi accoglie le proposte avanzate per garantire la sicurezza in Germania ma senza penalizzare la proficua  convivenza tra le culture e le religioni, dichiarando “no alla  violazione  del segreto professionale dei medici come proposto in Germania”.

Cordiali Saluti
Elena Rossi
www.amsimed.org

 

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