lettera43: Musulmani e cattolici in chiesa insieme per padre Hamel

 

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Da Rouen a Palermo, i fedeli hanno pregato fianco a fianco durante le messe in memoria del sacerdote ucciso a Saint-Etienne du Rouvray. In Italia hanno partecipato almeno 23 mila islamici.

Da Rouen a Palermo, passando per le principali città francesi e italiane, i fedeli musulmani si sono uniti in preghiera con quelli cattolici in memoria di padre Jacques Hamel, ucciso a Saint-Etienne du Rouvray dal terrorismo firmato Isis.

Una manifestazione di solidarietà senza precedenti, e un significativo gesto da parte della comunità musulmana per prendere le distanze da una minoranza traviata e omicida che non rappresenta il quasi miliardo e mezzo di fedeli dell’Islam

«Grazie a tutti quegli italiani di religione islamica che indicano alle loro comunità la via del coraggio contro il fondamentalismo», ha scritto su twitter il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.
L’APPELLO DELLA COREIS. Una levata di mani ha risposto all’appello lanciato in questi giorni dal Centro per il culto musulmano francese «i musulmani vadano a messa domenica mattina per dare ai cattolici un segno di solidarietà».

Immediatamente la Coreis (Comunità Religiosa Islamica Italiana) aveva annunciato l’intenzione di dare seguito anche in Italia a questa testimonianza di fratellanza spirituale: domenica i suoi delegati hanno portato il saluto in chiesa in tante città, dal Nord al Sud del Paese.

23 MILA MUSULMANI A MESSA. «Sono state più di 23 mila a livello nazionale, un migliaio in Emilia-Romagna, le adesioni all’appello per recarsi oggi nella chiesa più vicina, salutare il sacerdote e dire che il mondo musulmano condanna il terrorismo e saluta il mondo cristiano portando il nostro slogan: preghiamo tutti insieme», ha detto Foad Aodi, presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), che ha partecipato in mattinata alla messa nella chiesa di San Giuseppe a Cesenatico raccogliendo molti applausi.
«Non sempre abbiamo sentito una reazione corale, ora questo invece si sta creando», ha dichiarato il cardinale Bagnasco da Cracovia, dove ha partecipato assieme ai giovani italiani alla Gmg.

Le commemorazioni in Italia

TORINO, CHIESA DELLA CONSOLATA. A Torino, i rappresentanti delle moschee che fanno riferimento alla Associazione islamica delle Alpi hanno partecipato alla messa nella chiesa della Consolata, il santuario nel centro del capoluogo. La preghiera durante le intenzioni dei fedeli, perché «la pace è un dono di Dio», ha detto il sacerdote celebrante, «che richiede la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà, credenti e non, musulmani e cattolici». Poi la stretta di mano, per lo scambio della pace, nell’abside alla sinistra dell’altare.

 

ROMA, SANTA MARIA IN TRASTEVERE. A Roma, una delegazione della comunità islamica ha assistito alla messa domenicale nella chiesa di Santa Maria in Trastevere per portare solidarietà alla Comunità di Sant’Egidio. Seduti in prima fila, davanti all’altare, tra gli altri, l’imam delle Moschea di via dei Frassini (Centocelle) e rappresentante dell’Ucoii, Mohammed ben Mohammed, l’imam della sala di preghiera di Magliana, Sami Salem, e l’imam della sala di preghiera di via Candia, Mohammed Hassan Abdelghaffar. Prima che iniziasse la liturgia, hanno salutato il rappresentante della Comunità di Sant’Egidio don Riccardo Mensuale. «Siamo qui per testimoniare solidarietà dopo l’attentato di Rouen», ha detto Mohammed ben Mohammed prima di entrare in chiesa, «per esprimere vicinanza e unità. Le moschee non sono luoghi in cui i fanatici si radicalizzano, le Moschee fanno il contrario del progetto di terrorismo: diffondono pace e dialogo».

 

GENOVA, CHIESA DI SAN LORENZO. «È necessario essere in chiesa per evitare rischi di radicalizzazione visto che l’Isis sta lavorando in franchising», ha detto Alfredo Maiolese presidente della Lega dei musulmani europei, al termine della messa nella cattedrale di San Lorenzo a Genova, dove ha partecipato rispondendo all’appello per la pace del Coreis. «Chi compie certe azioni sono altri, non certo chi frequenta i nostri centri di preghiera», ha detto Maiolese.

 

FIRENZE, SANTA MARIA DEL FIORE. Una delegazione di musulmani ha preso parte alla messa di mezzogiorno celebrata nel Duomo di Santa Maria del Fiore, a Firenze. La delegazione è guidata dall’imam e presidente dell’Ucoii Izzedin Elzir, presente con la sua famiglia. La messa è stata celebrata da monsignor Dante Carolla, canonico di Santa Maria del Fiore e direttore dell’ufficio eucaristico dell’Arcidiocesi di Firenze. L’imam e la delegazione sono stati accolti da alcuni sacerdoti e fatti accomodare in prima fila nell’ottagono sotto la cupola del Brunelleschi dove si celebra la messa di mezzogiorno.

 

MILANO, SANTA MARIA DI CARAVAGGIO. La partecipazione delle comunità islamiche alla messa «in questo momento drammatico è un segno di profondo rispetto verso la sacralità della vita, dei luoghi e dei ministri del culto. Non si tratta di una iniziativa individuale, ma di una testimonianza di compartecipazione sacrale, che vede contemporaneamente portare un segno di vicinanza spirituale» alla comunità cristiana. Così l’Imam Muhyiddin Bottiglioni, partecipando alla visita degli Imam e dei rappresentanti religiosi della Coreis nella chiesa di Santa Maria di Caravaggio, a Milano. «Questa è una testimonianza concreta, non teorica, di fratellanza con il cristianesimo. Un saluto fraterno in nome del Dio unico nel quale tutti ci riconosciamo. Grazie per questo momento e per avere accolto la nostra comunità».

 

NEL DUOMO DI NAPOLI. «Insieme ai fratelli musulmani che sono qui oggi, ad allietare questa celebrazione, chiediamo al Signore il dono della pace», ha detto il Vescovo ausiliario di Napoli, monsignore Gennaro Acampa, aprendo la messa del mattino nella Cappella del Tesoro di San Gennaro del Duomo di Napoli al quale partecipa una delegazione della federazione regionale della Campania della Confederazione Islamica in segno di solidarietà. Alla celebrazione partecipa Abdullah Cozzolino, segretario generale della Confederazione islamica italiana.

 

NELLA CATTEDRALE DI PALERMO. L’imam di Palermo Ahmad Abd al-Majid Macaluso ha partecipato alla messa nella cattedrale di Palermo officiata da monsignor Filippo Sarullo. Erano presenti alcuni musulmani e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. La cattedrale non era piena. «È un segno di vicinanza concreta», ha detto l’imam, «ai cattolici dopo l’attentato in Francia e l’uccisione di padre Hamel nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray».

Le commemorazioni in Francia

Oltralpe, contemporaneamente, una veglia è stata organizzata nella parrocchia di Saint-Étienne, nella cattedrale di Rouen, a Parigi e in molte altre città. Venerdì a Tolosa 200 tra musulmani e cattolici avevano marciato insieme e altri due cortei hanno sfilato nelle cittadine di La Rochelle e Périgueux; a Lione Les Alternatives catholiques hanno organizzato una ‘marcia di fratellanza’ mentre una manifestazione ecumenica si è svolta a Bordeaux.

 

VALLS: «IMPEGNO MASSICCIO». «Servirà un impegno massiccio e potente. Prima di tutto dei musulmani. Li invito ad agire nella loro famiglia e nel loro quartiere», ha detto il premier francese, Manuel Valls, in un lungo intervento pubblicato oggi sul Journal du Dimanche, intitolato ‘Ricostruire l’Islam di Francia’. Per Valls, tra l’altro, bisogna «ripensare completamente la formazione degli Imam». Quanto ai luoghi di culto che ospitano predicatori radicali «sono e saranno sistematicamente chiusi».

 

ROUEN, CENTINAIA DI MUSULMANI. Almeno 2 mila fedeli cattolici accompagnati da un centinaio di musulmani si sono riuniti stamane nella cattedrale di Rouen. «Accogliamo oggi i nostri amici musulmani», ha esordito monsignor Lebrun che ha celebrato la messa. «Hanno voluto farci visita stamane e voglio ringraziarvi a nome di tutti i cristiani. In questo modo voi sottolineate che rifiutate i morti e la violenza in nome di Dio. Come noi l’abbiamo sentito direttamente da voi, questo non è l’Islam».

 

PARIGI, «NON IN MIO NOME». Abbracci, cordoglio, e commozione questa mattina nella chiesa parigina di Saint-Bernard de la Chapelle, nel cuore della Goutte d’Or, uno dei quartieri più multietnici di Parigi, dove Mohamed Salah Hamza, il rettore della moschea della zona – una delle più frequentate della capitale – ha partecipato alla messa. «Oggi i musulmani devono gridare alto e forte un solo e unico slogan: ‘Pas en mon non’, (‘Non in mio nome’)», ha detto Hamza, incassando il fragoroso applauso dei fedeli. L’alto prelato islamico ha parlato al termine della messa, invitato dal sacerdote a salire sull’altare per rivolgere il suo messaggio alla comunità cattolica.

EVENTO STORICO. La partecipazione dei musulmani è «un atto fondamentale nella storia delle nostre due religioni in Francia»: così il Grande rettore della Moschea di Parigi, e presidente della Consiglio francese del Culto Musulmano, Dalil Boubakeur, dopo la messa a Notre-Dame-de-Paris. «Non abbiamo mai avuto un legame così forte», ha aggiunto, spiegando che «oggi la situazione è molto grave. E’ arrivato il momento di cambiare i nostri comportamenti, di non dividerci. Dobbiamo essere il Paese dell’unità e della fraternità».

 

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