Lega Araba: priorità all’immigrazione

Intervista in esclusiva realizzata da Martina Oddi del Quotidiano con Foad Aodi dopo la sua partecipazione a nome dell’Amsi,Co-mai ed Uniti per unire al Congresso in Tunisia il 06 ,07 Novembre organizzato dal centro della Lega Araba in Tunisia sull’immigrazione irrigolari.

aodi1

 

Link

Si e’ concluso pochi giorni fa in Tunisia il vertice della Lega Araba. Al centro del dibattito il tema dell’immigrazione, oggi più centrale che mai. Contrastare l’immigrazione irregolare, questa sembra essere la spinta che ha animato il summit.Attraverso due assi fondamentali, si afferma con forza la consapevolezza della necessita’ di azioni forti per contrastare il fenomeno intorno al quale ruotano violenze e abusi e che fa proliferare la criminalità organizzata che lucra su di esso.

Da un lato, la collaborazione con l’Italia si auspica più intensa e positiva, per fermare il flusso di 1.300.000 migranti che partono dalla Libia, dove di contro i controlli nei 19 centri di identificazione costano alla Paese 32.000.000 eu l’anno. Dall’altro la determinazione a tenere in patria i giovani e a investire sul territorio di provenienza attraverso la cooperazione internazionale perche’ “abbiamo bisogno di laureati, e quindi di creare le condizioni affinche’ decidano di rimanere, dal lavoro alla vita privata”.

Ma anche il fronte Isis preoccupa non poco. “7.000 sono i giovani reclutati dal Califfato, di cui la maggior parte tunisini e dei quali solo 320 sono riusciti a fare ritorno” racconta Foad Aodi, presidente dell’Amsi e del movimento Uniti per unire, invitato al summit con la sua associazione. La strada della violenza pare senza ritorno, perché “anche se pentiti della scelta fatta” spiega Mr. Aodi “molti non riescono a liberarsi”.

Questi sono gli asset fondamentali su cui si e’ sviluppato il congresso. Cosa invece si e’ deciso rispetto ai rifugiati politici, perseguitati nelle loro terre e quindi costretti a fuggire? Il Presidente dell’Amsi sottolinea come il fenomeno venga considerato minoritario, ma foriero di preoccupazione soprattutto per le violenze a cui sono sottoposti donne e bambini, anello debole della catena migratoria.

Sulla Palestina invece, “c’e stato un sentito apprezzamento per il riconoscimento della Svezia e le parole della Ministra Mogherinisulla necessita ‘ di riconoscere lo stato arabo in Terra Santa” dice Foad Aodi ” ma purtroppo non arrivano buone notizie dopo gli ultimi giorni di violenza scatenata dall’uccisione di un giovane palestinese”.

Altri articoli

Nessun altro articolo da mostrare