lavocedelpopolo: Medio Oriente, Co-mai: Dolore ed indignazione per le vittime dello scontro interreligioso e la tragedia dei palestinesi

ROMA – “Non c’è tregua per la violenza dello Stato Islamico. Ieri in Siria 300 civili curdi siriani stati sequestrati dai militanti del Fronte al-Nusra mentre erano in viaggio da Afrin ad Aleppo e secondo le ultime notizie sono state rilasciate. Spargimento di sangue anche nelle vicinanze di Damasco presso il campo profughi di Yarmouk. I jihadisti dello Stato Islamico vi hanno fatto incursione dal 1 aprile ed hanno giustiziato 13 vittime al suo interno. La violenza si abbatte
per la seconda volta a Yarmouk. Doveva essere un luogo di ‘rifugio’ ma è già stato teatro di morte nel 2011. Oggi 18 mila persone sono bloccate in questo campo profughi. Mentre L’Onu si mobilita per la creazione di un corridoio umano di soccorso, esprimiamo il nostro dolore, grande sofferenza e preoccupazione – afferma il Prof. Foad Aodi, Presidente della Comunità del Mondo arabo in Italia (Co-mai) – per quanto accaduto e per lo scontro interreligioso perpetrato nel mondo arabo e nei confronti dei cristiani nel mondo mai visto in passato, come ha denunciato anche Papa Francesco.

Siamo profondamente addolorati per i profughi palestinesi che hanno perso le loro vite, così come per tutte quelle migliaia di anime che sono ancora intrappolate a Yarmouk. Il nostro dolore è il dolore di tutto il mondo arabo, della Siria, dello Yemen (più di 700 morti), della Libia ,del Iraq e di ogni Paese del Medio Oriente che vive lacerato dalle guerre civili e religiose. Il lavoro della diplomazia internazionale deve concentrare le sue energie su una volontà comune. Quella di contrastare l’Isis e tutto ciò che ne è implicitamente connesso – prosegue Aodi – come il “Franchising del Terrore” per arruolare i “lupi solitari” , “mercenari” e movimenti del terrore senza più identità. Chiediamo il riconoscimento di due Stati in Palestina che sono indispensabili per rispettare il diritto dei palestinesi, ma anche per l’equilibrio di tutta l’area Mediorientale. La guerra interna alla Palestina non fa che alimentare il conflitto religioso nel quale l’Isis trova terreno fertile per crescere ampliando il raggio di azione del suo “Consorzio del Terrore” che ha già’ ottenuto un dei suoi principali obbiettivi ,avere al Qaeda come un alleato e non è più il suo principale avversario nel terrore”.

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