lavocedelpopolo: Immigrazione, Aodi (AMSI): Più servizi e prevenzione nella Sanità e nella sicurezza lavorando sull’integrazione Pubblicato il 30 marzo 2

 

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ROMA – “No all’istigazione all’odio interreligioso. Condanniamo duramente l’ennesimo attentato che ha colpito civili e bambini, proponendo delle soluzioni culturali e socio-sanitarie con il maggior coinvolgimento delle Comunità ed Associazioni competenti in materia di Sanità, immigrazione e cooperazione internazionale”.

E’ quanto afferma con decisione Foad Aodi, Presidente dell’Associazione Medici di Origine Straniera AMSI e Focal Point italiano per l’Alleanza delle Civiltà Unaoc-ONU, dopo il tragico attentato di domenica scorsa all’ingresso di un parco giochi per bambini a Lahore rivendicato dai talebani. La strage ha provocato la morte di oltre 70 persone e oltre 300 feriti, la maggior parte dei quali sono donne e bambini.

“Dai drammatici attentati di Bruxelles e del Pakistan – commenta Aodi lanciando un appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e ai rappresentanti governativi – urge un’Autorità che sia dedita allo sviluppo ed al coordinamento delle politiche di integrazione, alla prevenzione nella Sanità e nella sicurezza, in collaborazione con tutti i Ministeri competenti. Auspichiamo che il nostro Presidente del Consiglio e tutti i Rappresentanti del Governo italiano possano valutare tale proposta. Per valorizzare la buona convivenza ed il buon grado di integrazione in Italia rapportato con gli altri Paesi Europei, è necessario, inoltre, riconoscere il diritto alla salute a tutti gli immigrati, anche a coloro che siano sprovvisti di permesso di soggiorno. Alcune di queste persone possono vivere una crisi di identità, sociale e psicologica ancora prima che economica, nel corso della quale possono avvicinarsi alla così detta “zona grigia”, quella che rappresenta un rischio per la crescita del fenomeno del terrorismo e delle sue nuove reclute. Solo recuperando queste vite in Italia, in Europa e nei Paesi Euro-Mediterranei, offrendo loro servizi socio- sanitari adeguati e tempestivi, disponibili nelle diverse lingue oltre che consulenze psicologiche strutturate, impugneremo uniti a tutti i Paesi Arabi e all’Occidente una nuova grande arma contro il terrorismo”.

 

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