lavocedelpopolo: Aodi (Amsi): Grande richiesta di medici in Arabia Saudita

 

 

ROMA – L’Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia), il movimento Uniti per Unire e L’UMEM (Unione Medica Euro-Mediterranea) esprimono solidarietà ed appoggio alle proteste dei giovani medici e medici italiani che hanno organizzato oggi un sit-in nella capitale annunciando uno sciopero generale per il 28 novembre.

“Nell’auspicare una tempestiva soluzione ai problemi legati alla precarietà e all’aggiornamento professionale con Ecm e alla questione spinosa della medicina difensiva, – afferma il Prof. Aodi, presidente dell’Amsi, Uniti per Unire e dell’Umem – lancio un appello a tutti i professionisti della sanità in Italia al fine di essere #Uniticontroilprecariato e #Unitiperildirittoallasalute. Inoltriamo la proposta giunta dal nostro delegato Amsi in arabia Saudita, in collaborazione con il Ministero della Salute dell’Arabia Saudita, sulla richiesta di specialisti con cittadinanza italiana, sia di origine italiana che di origine straniera con passaporto italiano, nel comparto dei medici specialisti ed esperti in neurochirurgia e cardiochirurgia.

Gli interessati dovranno conoscere l’arabo o l’inglese e dovranno essere disposti a trasferirsi nella regione dell’Arabia Saudita ai confini con la Giordania. Il compenso è di 12mila euro mensile spese escluse. i curricula potranno essere inviati a:
unitiperunire@hotmail.com”.

Una commissione congiunta esaminerà le domande con colloqui personali. Il tutto tramite la collaborazione del Presidente Amsi ed Uniti per Unire con i delegati dei ministeri della salute in qualità di Membro del Comitato scientifico del Dipartimento della Salute della lega araba in Egitto.

“Considerando gli arrivi in Italia di professionisti della Sanità di origine straniera, – aggiunge Aodi – il numero negli ultimi 3 anni è in diminuzione ma cambia la tipologia: oggi sono i figli della rivoluzione nei paesi arabi a partire verso l’Italia, dopo quelli della caduta del muro di Berlino negli anni prima della primavera araba. I medici di origine straniera nel paese sono molto integrati e trovano occupazione soprattutto nella sanità privata’ senza togliere niente ai colleghi italiani e siamo tutti uniti per l’interesse comune”.

 

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