lastampa: Terremoto, si cercano ancora 10 persone. Il Papa: “Appena possibile andrò nelle zone colpite”

 

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Altri morti sotto l’hotel Roma ad Amatrice. Il bilancio delle vittime fermo a 290

All’indomani della giornata del lutto nazionale e dei funerali solenni delle vittime marchigiane ad Ascoli Piceno, ad Amatrice continua il lavoro dei soccorritori impegnati nella ricerca delle persone che ancora mancano all’appello.

 

Tre morti sotto l’hotel Roma, 10 dispersi

I vigili del fuoco sono ancora al lavoro per recuperare i tre corpi individuati sotto le macerie dell’hotel Roma. I corpi sono stati individuati da alcuni giorni, ma le operazioni sono delicate, dunque proseguono e non sono state ancora concluse. Le vittime finora accertate del terremoto sono 290 – cifra corretta dalla prefettura di Rieti rispetto a 291 -, mentre il numero di 10 dispersi è giudicato «plausibile» dal capo della Protezione civile, che però lo attribuisce al sindaco di Amatrice. «Noi non facciamo numeri sui dispersi per la difficoltà di dimensionare il fenomeno – ha detto dopo la prima riunione della nuova Direzione comando e controllo (Dicomac) a Rieti -. Se il sindaco ha contezza che ad Amatrice mancano 10 persone all’appello, noi lavoriamo per ritrovarle».

 

Gli sfollati sono 2500

Curcio ha confermato altre cifre, come gli oltre 2500 sfollati assistiti in quasi 60 campi – «la disponibilità è di molto superiore alla richiesta, parecchi dormono in auto o hanno fatto scelte diverse» – e 6.000 persone in campo per l’emergenza.

La nuova Direzione comando e controllo (Dicomac) che da stasera a Rieti sostituirà a pieno regime il Comitato operativo nazionale che ha gestito i soccorsi da Roma sarà guidata sempre da Titti Postiglione, direttore Ufficio emergenze della Protezione civile. La Dicomac si articola in 14 funzioni, come sanità e assistenza sociale, servizi essenziali, mobilità, comunicazioni, censimento danni.

 

Le vittime sono 290

Il conto dei morti complessivo è intanto arrivato a 290 vittime (229 ad Amatrice e 11 ad Accumoli, a cui si sommano le 50 vittime nelle Marche). Ad Amatrice, nel Reatino, città simbolo del sisma con oltre 200 morti, restano ancora 14 persone da identificare, per cinque delle quali sarà necessario l’esame del Dna. Nella cittadina si scava ancora, ormai più per recuperare eventuali corpi sotto le macerie che nella speranza di trovare qualcuno ancora vivo. Aperta un’inchiesta per disastro colposo anche dalla procura di Ascoli, dopo quella dei colleghi di Rieti. Oggi sono previsti altri accertamenti sulla scuola di Amatrice che era stata ristrutturata nel 2012 e che è quasi completamente crollata. Si indaga sui materiali utilizzati e sulle procedure dei collaudi effettuati sull’edificio.

 

 

Papa: appena possibile andrò nelle zone colpite

«Cari fratelli e sorelle, appena possibile anch’io spero di venire a trovarvi, per portarvi di persona il conforto della fede e il sostegno della speranza cristiana». Lo ha detto papa Francesco oggi all’Angelus rivolgendosi alle popolazioni terremotate. «Desidero rinnovare la mia vicinanza spirituale agli abitanti del Lazio, delle Marche e dell’Umbria, duramente colpiti dal terremoto di questi giorni – ha affermato -. Penso in particolare alla gente di Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto, Norcia». Il Papa ha detto di voler portare alle popolazione colpite anche «l’abbraccio di padre e fratello». Ha poi invitato i fedeli di Piazza San Pietro a pregare «per questi fratelli e sorelle tutti insieme», recitando quindi un’Ave Maria.

 

Comunità arabe: venerdì prossimo nelle moschee una preghiera in italiano

Anche le comunità arabe si mobilitano per le popolazioni colpite dal violento sisma. Foad Aodi, medico palestinese presidente nazionale dell’associazione Co-mai, che riunisce tutte le comunità arabe presenti in Italia, lancia un appello agli imam : «la preghiera di venerdì prossimo in moschea sia dedicata alle popolazioni terremotate. Una preghiera – spiega il presidente del Co-mai all’Adnkronos – in lingua italiana affinchè possa essere compresa da tutti». La comunità araba, come spiega Foad Aodi, si è mobilitata per aiutare i terremotati: «ad oggi, più di mille musulmani hanno donato sangue nelle regioni colpite. Abbiamo messo dei punti di raccolta del sangue nelle moschee che hanno dato la loro adesione. Si è trattato di un’adesione massiccia». Il presidente delle comunità arabe spiega poi che «più di settanta medici hanno dato la loro disponibilità ad aiutare nell’emergenza. L’Italia ha mostrato grande solidarietà e altrettanta capacità di attivarsi davanti a questo dramma. Siamo prima di tutto italiani, anche noi siamo mobilitati per dare una mano a chi ha perso tutto nel terremoto».

 

Guardia di Finanza: segnalati sciacalli che si spacciano per giornalisti

Si fingono giornalisti o appartenenti alle forze dell’ordine per eludere i controlli, varcare le “zone rosse” poste ai margini delle aree crollate e raggiungere così le abitazioni in rovina. I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Rieti segnalano tentativi di sciacallaggio da parte di persone che si fingono cronisti o esponenti delle forze di polizia. In un caso, segnalato da una donna, alla richiesta di esibizione del tesserino di riconoscimento due persone si sono date alla fuga. Due presunti giornalisti, invece, cercavano la villa di Claudio Lotito. Per questo motivo le fiamme gialle precisano che il personale opera in divisa o in borghese ma comunque con segni distintivi. E invitano la popolazione, in caso di dubbio, a contattare la sala operativa al numero 117.

 

Ieri i funerali solenni, Mattarella: non vi lasceremo soli

Ieri ai funerali ad Ascoli hanno assistito il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il capo dello Stato Sergio Mattarella, il quale ha anche visitato Amatrice e Accumoli, epicentro del sisma. «Non vi lasceremo soli», ha detto il presidente della Repubblica agli sfollati nella tendopoli della cittadina reatina e ai parenti delle vittime nelle Marche. Mattarella ad Ascoli ha regalato una bambola a Giorgia, che in ospedale ha compiuto 4 anni.

 

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