L’Amsi e Uniti per Unire aderiscono venerdì 17 maggio alla IX Giornata Mondiale dell’Ipertensione e richiedono maggiore prevenzione, informazione, comunicazione e aggiornamento professionale sulle patologie cardiovascolari e sui fattori di rischio negli stili di vita degli Italiani e dei cittadini Immigrati.

L’Amsi e Uniti per Unire aderiscono venerdì 17 maggio alla IX Giornata Mondiale dell’Ipertensione e richiedono maggiore prevenzione, informazione, comunicazione e aggiornamento professionale sulle patologie cardiovascolari e sui fattori di rischio negli stili di vita degli Italiani e dei cittadini Immigrati.

 

Il presidente Amsi e fondatore di Uniti per Unire Foad Aodi è intervenuto oggi alla manifestazione organizzata dalla Società Italiana dell’ipertensione arteriosa, dalla Lega Italiana contro l’ipertensione arteriosa, dall’Università ”La Sapienza” in collaborazione con la regione lazio e Roma Capitale e patrocinata dall’Amsi ed Uniti per Unire su iniziativa del professor Giuseppe Germanò, uno dei più autorevoli studiosi internazionali dell’apparato cardiovascolare.

 

prima del programma scientifico del convegno ,Sono intervenuti  il Direttore Generale del Policlinico Umberto 1°  Domenico Alessio ,Il preside della Facolta’ di Medicina e Farmacia dell’Universita’ la Sapienza  Eugenio Gaudio  ed  Aodi che  ha presentato le numerose e costante iniziative condotte dall’AMSI che hanno gia’ superato piu’ di 300 convegni e congressi svoltosi dal 2000, in particolare l’innovazione degli sportelli e ambulatori AMSI in accordo con l’Asl Roma F, e il bilancio dell’impegno nell’ultimo anno sulla sanità nell’immigrazione. Per questo impegno esclusivo e socialmente rilevante Foad Aodi è stato premiato con un’onorificenza dal Comitato Organizzatore nella persona del professor Germanò.

Il fenomeno è sempre più rilevante, ha proseguito Foad, nel 2011 gli immigrati hanno rappresentato il 7,5 per cento della popolazione italiana  e solo il 2,6 per cento della spesa farmaceutica è a loro attribuita. Questi dati dimostrano che gli immigrati non incidono sulla spesa farmaceutica e sulle prestazioni del SSN.

 

Nella popolazione degli immigrati risultano decisamente al di sotto della media nazionale:

1.la mortalità

2.l’incidenza dei tumori

3.la frequenza dei ricoveri ospedalieri

 

Gli aspetti più problematici continuano ad essere connessi a:

Visite in ginecologia, ostetricia, pediatria, ortopedia, pneumologia, infortuni sui posti di lavoro, molti accessi al pronto soccorso, malattie infettive.

In aumento sono le patologie cardiovascolari tra gli immigrati per i seguenti motivi:

 

1.l’aumento dell’età media degli immigrati

 

2.lo stile di vita e alimentare cambiato rispetto quello mantenuto nei paesi di origine .

 

3.l’aumento dello stress cronico per le condizioni disagiate di lavoro e abitazione.

 

4.l’aumento della nostalgia verso i famigliari nei paesi di origine .

 

5.aumento del consumo di alcolici e tabacco.

 

Gli africani e asiatici sviluppano l’ipertensione arteriosa e il diabete circa quattro volte superiore rispetto alla media dei cittadini europei.

L’Amsi perciò propone:

Incremento della prevenzione, informazione e comunicazione per le comunità straniere sui fattori di rischio e sui servizi e prestazioni del SSN e modalità d’accesso (su questi punti c’è un vuoto di conoscenza da colmare per assicurare il diritto alla salute).

Aumentare il numero di ambulatori nel territorio che si occupano di stranieri con stp e tutelare il diritto alla salute per le fasce più deboli (donne e bambini immigrati).

Maggiori corsi d’aggiornamento professionale sulle patologie emergenti.  Promuovere ricerche e analisi sulla condizione sanitaria degli immigrati, nell’interesse comune e per combattere anche le ansie fobiche sulle presunte malattie che porterebbero gli immigrati che, secondo l’Amsi, come tutti gli anni gli immigrati si ammalano per stress ambientale e cioè per le condizioni disagiate di lavoro, abitazione, alimentazione.

 

 foto

Cordiali Saluti.
Ufficio Stampa AMSI

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