italiaoggi: Aiutiamo l’islam ad autoriformarsi

 

Eppur si muove. L’islam, tra mille sfaccettature e non poche contraddizioni, sta concretizzando i primi, attesi segnali di dialogo. Primi passi verso quel cammino di indipendenza dal potere politico e di tolleranza che la Chiesa cattolica (anch’essa fra tante difficoltà) ha compiuto nei secoli scorsi. L’alternativa al dialogo, nel mondo globalizzato, è il conflitto più o meno cruento. Sbaglia chi coniuga il dialogo con la resa. Il confronto non implica cedimenti.

Il gesto di Papa Francesco coi musulmani accolti nelle chiese è stato di una potenza dirompente. Tanto che ora alcune organizzazioni islamiche hanno lanciato l’appello Cristianinmoschea in occasione della data significativa dell’11 settembre e della quasi contemporanea festività islamica dell’Eid (Abramo pronto a sacrificare a Dio suo figlio Isacco). Le moschee saranno aperte ai visitatori, cristiani e laici, dalle 17 alle 20 e secondo Foad Aodi, presidente del Comai, Comunità del mondo arabo in Italia, sarebbero oltre 35 mila gli italiani che hanno già aderito all’appello. Le sue parole di condanna di chi usa l’islam per provocare terrore e guerre di religione contribuiscono a isolare i fanatici ed è proprio dall’interno delle comunità musulmane che deve venire l’opera di bonifica contro l’estremismo in grado di vincere il terrorismo. «La volontà di costruire un futuro di pace», ha detto Aodi, «deve superare la volontà di chi costruisce muri di fobie e di pregiudizi e di chi dissemina terrore e morte in nome della religione».

Certo, si tratta di gesti da non sopravvalutare. Ma, fino a ieri, le comunità islamiche facevano vita a sé, impermeabili a quanto succedeva al di fuori. Ora potrebbero cadere questi piccoli muri di Berlino, con benefìci per la fisiologica vita delle società. Per esempio non è più un tabù, tra i musulmani, l’albo degli imam. Così come si dispone dell’elenco dei sacerdoti cattolici, dei rabbini e perfino dei monaci buddisti, la trasparenza coinvolgerebbe in questo modo anche gli imam e i loro insegnamenti. Il sì all’albo sarebbe una prova di maturità e sarebbe assai utile che tutto il mondo islamico si schierasse a favore senza titubanze. Saluteremmo così un altro passo avanti. Aiutiamo l’islam a muoversi e ad autoriformarsi, senza ergerci a giudici ma proponendo i nostri valori, tra i quali quella separazione tra politica e religione che è un formidabile antidoto alla violenza e alle guerre.

 

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