infodem: “Ora anche i rifugiati politici possono laurearsi”

 

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Anche per i rifugiati in Italia, che godono dello status di rifugiato politico, si apre la possibilità di continuare a studiare e conseguire una laurea. Tutto questo grazie ad un iniziativa dell’ Università Telematica Uninettuno. In un comunicato stamparende noto il primo nome del rifugiato beneficiario dell’ iniziativa: “Si chiama Harout Marderossian, è il primo rifugiato siriano che si è iscritto al corso di Laurea in Ingegneria Informatica erogato dall’Università Telematica Internazionale Uninettuno grazie a una delle 50 borse di studio messe a disposizione dall’Ateneo e destinate a studenti rifugiati con titolo di protezione internazionale”.

Harout ha trent’anni, è nato nella città di Aleppo dove ha conseguito la laurea triennale in Chimica. Attualmente gode dello status di rifugiato politico in Libano, e nella speranza che la pace torni nel suo paese, potrà realizzare il suo sogno: portare a termine il percorso di studio intrapreso in Siria conseguendo un titolo accademico riconosciuto in Europa. Il giovane avrà accesso allo studio sulla piattaforma di e-learning Uninettuno, l’unica al mondo in cui si insegna e si apprende in sei lingue (italiano, francese, inglese, arabo, greco e polacco), dove studiano e si sono laureati migliaia di studenti che provengono da più di 140 Paesi. Oltre a Harout Marderossian, l’Università Telematica Internazionale sta ultimando l’immatricolazione di altri rifugiati in Germania e nel resto d’Europa,  proprio come si evince dalla lettera toccante di Mikhail Bondarieko, rifugiato di nazionalità russa, che ringrazia infinitamente il Rettore di Uninetuno, la professoressa Maria Amata Garito, “per avergli offerto la bellissima opportunità di studiare, iscrivendosi al corso di Laurea Triennale in Lingua Inglese della Facoltà di Economia”.

Una tappa decisiva per la democratizzazione dell’accesso al sapere portata avanti con successo dall’Università Uninettuno, che ha dato vita in oltre 20 anni di attività di ricerca condotta dal Rettore e dal suo team di esperti, a un grande partenariato universitario multiculturale.

In virtù della partnership istituita con le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), l’Associazione dei Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI) e il Movimento “Uniti per Unire”, l’Università Telematica Internazionale ha realizzato inoltre il progetto Istruzione Senza Confini. “Solo collaborando in maniera costruttiva con tutti i paesi del mondo, in particolar modo con i paesi arabi, mettendo a confronto le nostre storie e le nostre culture, possiamo costruire un futuro di pace”, dichiara Maria Amata Garito, Rettore dell’Università Telematica.

Non mancano i commenti pieni di soddisfazione da parte della prof.ssa Garito e del dott. Foad Aodi sull’iniziativa: “Solo collaborando in maniera costruttiva con tutti i paesi del mondo, in particolar modo con i paesi arabi, mettendo a confronto le nostre storie e le nostre culture, possiamo costruire un futuro di pace” ha affermato la Garito, che aggiunge: “Benvenuto Harout, ci auguriamo che il tuo ingresso nel nostro Ateneo sia un invito aperto a tanti altri rifugiati che hanno il diritto di formarsi, laurearsi e  vivere la loro vita con coraggio e dignità”. Foad Aodi, presidente delle Co-mai e Focal Point in Italia per l’Integrazione per l’Alleanza delle Civiltà, ha invece detto che: “Mentre regna la paura e sono in crescita fenomeni di discriminazioni nei confronti degli immigrati, ci congratuliamo con Uninettuno per tutti gli sforzi che sta compiendo per la qualifica degli immigrati e dei rifugiati, dando loro la speranza di andare avanti con fiducia nell’umanità e nell’integrazione”.

 

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