Sono 62.000 i professionisti sanitari stranieri che contribuiscono alla crescita economica del nostro Paese, ma serve una legge d’immigrazione Europea programmata. Ad affermarlo è Foad Aodi, Fondatore dell’Associazione Medici di origine Straniera in Italia (Amsi) e della Confederazione Internazionale Unione Medica Euro Mediterrane (Umem). (daQuotidiano Sanità)
“Vogliamo costruire ponti di dialogo, non muri di chiusura come stanno facendo alcuni Paesi Europei, ma perché ciò sia possibile, è necessario che, come proposto nel recente manifesto #Sanitàemulticulturalismo, sia varata una legge d’immigrazione Europea che coinvolga tutti i Paesi. Questa legge deve basarsi su un’immigrazione programmata, sul rispetto dei diritti e doveri reciproci, rilevando un censimento sulle esigenze del mercato del lavoro di ogni Paese Europeo, promuovendo la conoscenza e la cooperazione internazionale e la creazione di nuove strutture sanitarie e di nuovi servizi socio sanitari in Europa”.
Stando ai numeri forniti proprio dalle due associazioni dirette da Aodi, i professionisti sanitari stranieri operanti nel nostro Paese sono circa 62.000: 18.000 medici; 37.000 infermieri; ; 3.500 fisioterapisti 2.500 farmacisti; 3.500 e 500 psicologi.
La maggior parte di loro lavora nelle strutture private italiane, in quanto molti non possono partecipare a concorsi pubblici che richiedono l’obbligo della cittadinanza italiana. Circa il 40% di questi ha studiato in Italia e nel nostro Paese versa contributi agli albi professionali, all’Enpam e all’Inps per esercitare.
Per Amsi e Umem, questo quadro “ conferma quanto recentemente dichiarato dal Presidente dell’Inps Tito Boeri nella relazione annuale al Parlamento e cioè che una forte spinta all’economia nazionale sarebbe data proprio dalla presenza degli immigrati che pagano regolarmente le tasse e pagano i contributi Inps”.
Secondo Aodi per sconfiggere paure e pregiudizi servono azioni congiunte di disciplina normativa ed iniziative atte a favorire la conoscenza come quella partita nei giorni scorsi da Cagliari dal titolo “Lungo le rotte del corallo” una regata per la pace che toccherà vari porti del Mediterraneo per concludersi il 12 luglio a Civitavecchia.
“Vogliamo dimostrare che il Mediterraneo non è solo un cimitero a cielo aperto, ma anche un mare che unisce e non divide, ha ribadito Aodi, percorrerlo insieme può infondere a tutti una nuova speranza”.










