iltempo: Chi stupra non ha religione

 

di Badia Rami coordinatrice del Dipartimento Donne delle Comunità del Mondo Arabo in Italia

Oltre che impegnarmi per le donne arabe in Italia sono operatrice di ascolto presso uno sportello anti-violenza sulle donne della Asl Roma F di Cerveteri-Ladispoli. Le utenti che si rivolgono a noi provengono da diversi Paesi e professano diverse religioni. La violenza che queste vittime riportano è di tipo fisico, psicologico ed economico. Le molestie sessuali che riscontriamo ogni giorno sono per lo più infierite loro dai fidanzati, dai mariti e dai loro compagni di vita. Rientrano quindi in un ambito familiare e domestico. Ci avvaliamo del supporto delle autorità locali e dei servizi sociali agendo in sinergia con le diverse Associazioni partner che si occupano della difesa delle donne. Riguardo alle molestie sessuali subite la notte del 31 di gennaio dalle cittadine di Colonia, voglio precisare che tutte noi, arabe e musulmane in Italia, le condanniamo nettamente. Chi sbaglia deve pagare, italiano, straniero o immigrato che sia. Ci dobbiamo ricordare, però, che queste violenze non sono infierite solo da parte dei cittadini stranieri o dagli immigrati, come alcuni vogliono fare credere. La violenza non ha colore, tutte noi possiamo esserne vittime, anche in Italia. Sono musulmana, immigrata di seconda generazione di origine marocchina, e aiuto le donne senza chiedermi se siano italiane, europee, arabe o immigrate. Le aiuto in virtù di quella morale che dovrebbe essere condivisa da tutti gli uomini e le donne, basata su quello spirito di solidarietà che va oltre le stesse religioni, e che vive e si fonda sul rispetto dei diritti umani. Vogliamo e dobbiamo aiutare noi stesse e le altre noi. Lo facciamo concretamente, ascoltiamo le donne straniere e immigrate di prima e di seconda generazione, che troppo spesso, per motivi di difficoltà di comprensione linguistica e per quel forte divario culturale che vivono, non riescono neppure ad esprimersi. Queste donne troppo spesso non hanno voce per parlare dei loro disagi e denunciarli. Speriamo, inoltre, che questi episodi di violenza non alimentino i pregiudizi e l’islamofobia nei confronti degli arabi, dei musulmani e di tutti i cittadini stranieri in Europa.
Badia Rami (coordinatrice del Dipartimento Donne delle Comunità del Mondo Arabo in Italia)

 

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