funkhauseuropa: La formazione negli atenei dei Paesi europei è una delle vie proposte per evitare il finanziamento da parte di paesi, che possono favorire imam estremisti.

 

Gegen den Terrorismus durch eine bessere Imamausbildung

 

Organizzare la formazione degli imam in Italia

Organizzare la formazione degli imam in Italia coinvolgendo le istituzioni culturali italiane è un modo per combattere l’estremismo e l’integralismo islamico. Lo sostiene il presidente delle comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e del movimento Uniti per unire, Foad Aodi. Tra le varie proposte fatte dalle associazioni di cui è a capo, quella di un albo per gli imam in Italia con requisiti minimi da concordare con le autorità competenti, come conoscere la lingua e cultura italiana, la residenza in Italia da più di 5 anni, il diploma in teologia, esperienza certificata sul campo da almeno 4 anni.

Tutto questo sarebbe necessario per creare le condizioni migliori per una predicazione di imam economicamente indipendenti e liberi intellettualmente. Nel caso delle moschee e degli imam in Italia, sostiene Aodi al microfono di Filippo Proietti, serve un censimento delle moschee regolari in Italia e un no a quelle “fai da te”. Aodi pensa anche al coinvolgimento della ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, la quale potrebbe svolgere un ruolo importante nello spianare la strada all’istituzione di corsi universitari per imam in collaborazione con i Paesi arabi e le moschee riconosciute ufficialmente.

 

Ascolta l’intervista a Foad Aodi (05:54 min.)
Radio Colonia

 

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