focus: Amsi, in 2 anni 225 medici e infermieri morti in aree crisi mediterraneo

 

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Aodi, solidarietà a Msf ma anche appello a Europa per tutele operatori e ‘mappa’ attività Ong

Roma, 17 ago. (AdnKronos Salute) – “Negli ultimi due anni i medici e gli infermieri hanno pagato un prezzo elevatissimo per svolgere il loro lavoro in Libia, Iraq, Siria, Yemen. Si contano ben 225 morti. Non è accettabile, gli operatori devono essere tutelati”. E’ l’appello di Foad Aodi, presidente dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e della neonata Unione medica euromediterranea, che esprime solidarietà a Medici senza frontiere per l’attacco all’ospedale in Yemen dei giorni scorsi.

“Come unione medica euromediterranea – annuncia Aodi all’AdnKronos Salute – chiederemo all’Unione europea azioni concrete per una maggiore tutela dei medici e degli operatori che lavorano nelle ong nei Paesi a rischio. Chiediamo anche alla cooperazione italiana di avere un maggior ruolo di coordinamento. E’ fondamentale, per esempio, avere una mappa – visibile a tutti e che oggi manca – delle attività delle ong, tutte non solo le maggiori. E questo sia per la sicurezza degli operatori sia per la trasparenza”, conclude Foad Aodi.

 

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