fainotizia: Aodi: sì al dialogo islam e istituzioni, ma si evitino gli errori del passato

Intervista con il Presidente della Co-mai Foad Aodi con Radio Radicale sulle proposte della Co-mai tramite il Manifesto Co-mai.

Foad Aodi è presidente nazionale della Co-mai (la Comunità del mondo arabo in Italia) che a gennaio, subito dopo l’attentato di Parigi a Charlie Hebdo ha presentato un manifesto in dieci punti per il dialogo inter-religioso, culturale e politico-economico. “Vogliamo rimandare al mittente le strumentalizzazioni politiche sui musulmani”, ci spiega Aodi. La Co-mai chiede tra le altre cose una mappatura delle moschee, la lettura del sermone del venerdì in italiano e un albo degli imam. “L’imam – spiega ancora il presidente di Co-mai – è una sorta di mediatore sociale e deve essere riconosciuto: ora non c’è un regolamento fisso, a parte per l’imam della Grande mosche di Roma che viene scelto dall’università di al-Azhar (in Egitto, ndr)”.
Aodi auspica poi una ripresa del dialogo con le istituzioni. Non esiste infatti ancora un’intesa tra Stato italiano e islam. Ci aveva provato nel 2005 l’allora ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu con l’istituzione di una consulta per l’Islam italiano. Poi, con l’arrivo di Roberto Maroni al Viminale, l’organo consultivo è stato accantonato per oltre un anno e mezzo per poi rinascere con un nuovo nome (Comitato per l’islam italiano) e nuovi membri (19, per la metà italiani). Poi, archiviato anche il Comitato per l’islam, il ministero di Andrea Riccardi ha dato vita alla Conferenza nazionale permanente “Religioni, cultura e integrazione” (non solo islam dunque).
Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha presieduto, a febbraio, una riunione con i rappresentanti di varie comunità e associazioni musulmane, la prima puntata di quella che nelle intenzioni del Viminale vorrebbe diventare “una stabile consultazione”. Aodi però puntualizza: “Speriamo che non si cada negli stessi errori della Consulta di Pisanu che ebbe come unico effetto quello di dividere ulteriormente la comunità musulmana in Italia”.

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