(ANSA) – ROMA, 25 GIU – Sono più di 65mila i professionisti della sanità d”origine straniera: 18.500 medici 38.000 infermieri 3.500 farmacisti 4.000 fisioterapisti e 1000 psicologi. La maggior parte lavora nelle strutture private italiane, anche perché i concorsi pubblici richiedono la cittadinanza italiana. È emerso a Roma al Congresso Amsi, Associazione Medici di Origine Straniera in Italia. Stando a quanto riportato da Amsi e Umem,Confederazione Internazionale Unione Medica Euro Mediterranea, il numero è in crescita rispetto agli ultimi anni, ma non di molto: gli arrivi, infatti (soprattutto da Siria, Egitto, Iraq, Africa), oggi sono bilanciati dalle partenze (per Europa dell” Est, Libano, Israele, Somalia). “Negli ultimi 4 anni si registra un aumento del 20% di ritorni dei professionisti nei loro Paesi d”origine (specie Libano, Giordania, Romania, Albania, Paesi africani), per motivi economici o familiari”, spiega il professor Foad Aodi, Fondatore di Amsi. “Oltre a ciò registriamo anche un aumento del 30% delle richieste di professionisti italiani che chiedono di poter svolgere stage o lavorare all”estero”. In aumento le richieste di medici italiani e di origine straniera da parte di Paesi europei (Inghilterra, Scozia, Belgio, Olanda), Arabia Saudita, Qatar, Siria, Libia, Iraq, Sudan e Somalia, insieme ad Africa e Sudamerica (specie Congo, Nigeria, Senegal ed Ecuador). Inoltre si registra una diminuzione di oltre il 60% dei medici laureati dai Paesi dell”Europa dell”Est. “Ribadiamo – conclude Aodi – l”indispensabilità d”una vera legge europea sull”immigrazione. Vogliamo costruire ponti di dialogo, non muri di chiusura”. (ANSA).











