dire: Domani Amsi a congresso a Roma: “Medicina e sanita’ per sviluppare integrazione”

 

Roma, 30 nov. – Si terra’ l’1 dicembre a Roma, alla Clinica Ars medica di via Ferrero di Cambiano, col patrocinio di Ordine dei Medici di Roma, movimento Uniti per Unire, Unione Medica Euro mediterranea (UMEM) e BTL Italia, il Congresso annuale dell’AMSI, Associazione Medici d’origine Straniera in Italia insieme al corso d’aggiornamento AMSI in Neurotraumatologia (trattamento medico, chirurgico e riabilitativo). Parteciperanno all’evento professionisti della sanita’ italiani e d’origine straniera: nel contesto del programma d’aggiornamento professionale e interdisciplinare dell’AMSI.

Con questo convegno, inoltre (accreditato ECM, col rilascio, a tutti i professionisti partecipanti, di 6 crediti formativi), s’intensifica la collaborazione tra AMSI e Ordine dei Medici di Roma e Provincia, nel quadro della politica dell’AMSI di massima apertura anche alle altre professioni sanitarie e alla societa’ civile nel suo complesso: interverranno infatti, neurologi, neurochirurghi, fisiatri, radiologi, ortopedici, radiologi, fisioterapisti, podologi.

“Sin dall’inizio della sua attivita’- precisa il prof. Foad Aodi, medico fisiatra, fondatore e Presidente AMSI e Consigliere dell’OMCeO di Roma- l’AMSI ritiene che medicina e sanita’ sono i migliori argomenti per sviluppare veramente il dialogo interculturale e inter religioso e la difesa dei diritti umani. Al Convegno dell’1 dicembre presenteremo le ultime proposte dell’AMSI, che all’agenda delle professioni e della politica italiana ha messo recentemente i suoi progetti “Buona sanita’ Internazionale” e “Buona immigrazione”, per lo sviluppo di una vera cooperazione sanitaria internazionale”.

“Coi nostri due progetti- continua il Presidente dell’AMSI- proponiamo, in sostanza, nuove politiche nazionali per l’immigrazione (che dev’essere sempre programmata coi vari Paesi di partenza) l’integrazione – termine che, oggi, sembra scomparso dal lessico della politica italiana – e la sicurezza di tutti, nel rispetto di diritti e doveri: ci sembra questa, da parte nostra, la migliore risposta al ‘Decreto sicurezza’ del Governo”.

“In Italia vivono e lavorano circa 80.000 professionisti della sanita’ (di cui circa 19.000 medici): senza negare la complessita’ dei problemi legati all’ immigrazione, anziche’ attribuire agli stranieri la responsabilita’ di tutto cerchiamo anche di valorizzare l'”integrazione silenziosa, invisibile e qualificata”, quella che ogni giorno, in Italia, compiono queste migliaia di professionisti della sanita’, determinanti nel funzionamento del SSN e di altri importanti servizi pubblici. E pensiamo, nella cooperazione internazionale, a realizzare adeguati progetti di sviluppo dei servizi sanitari nei nostri Paesi di origine: che permettano di formare e specializzare medici in loco per curare adeguatamente bambini e malati, limitando, al tempo stesso, l'”esodo” annuale, in quei Paesi, di medici italiani, e le migliaia di richieste da parte di malati che desiderano essere curati in Italia, tramite progetti umanitari” conclude Aodi.

 

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