dire: Direttori Pronto soccorso avvertono: “Siamo a rischio emergenza”. Omceo Roma: ‘Subito tavolo in Regione’

 

 

 

Roma, 20 dic. – E’ stato un vero grido di allarme quello lanciato ieri mattina dai tanti responsabili dei Pronto soccorso degli ospedali della Capitale e del Lazio che sono intervenuti presso la sede dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri (OMCeO) per illustrare le gravi e perduranti criticita’ di tali strutture e le proposte per superarle. Carenza di medici, inadempienza dei turni, mancanza di posti letto, spazi inadeguati.

“L’Ordine dei Medici si impegna da subito a promuovere un tavolo all’Assessorato Sanita’ della Regione Lazio, insieme a tutti gli altri ordini provinciali e a una delegazione dei responsabili dei Pronto Soccorso intervenuti oggi, per rivedere il DCA regionale 8/2011, che basa le risorse umane in organico solo sul numero degli accessi e non sulle reali attivita’ svolte”, ha assicurato Antonio Magi, presidente dell’OMCeO di Roma. Disponibilita’ in tal senso e’ stata gia’ espressa dai direttori del “Gemelli” di Roma, del “Grassi” di Ostia e del “S. Giovanni Evangelista” di Tivoli. “Sono sicuro che dalla Regione su questo ci sara’ disponibilita’, cosi’ come e’ avvenuto, ad esempio per quanto riguarda il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario”.

“Spesso rivolgersi al P.S. e’ l’unica possibilita’ di ricevere assistenza sanitaria in tempi utili e cio’ genera accessi impropri a queste strutture di emergenza – ha poi sottolineato Magi – ma in ogni caso i medici devono essere messi nelle condizioni idonee per assicurare la migliore qualita’ di assistenza, con spazi e dotazione di strumenti adeguati e con turni sostenibili, cosa che oggi con tutta evidenza non accade”.

Oltre alla revisione del DCA 8/2011, tra le principali proposte avanzate dai responsabili dei Pronto soccorso, capaci di dare risposte in tempi brevi ed evitare il rischio di un tracollo nell’offerta dei servizi di emergenza, ci sono l’incremento del numero delle borse regionali destinate alle scuole di specializzazione in medicina d’emergenza-urgenza, anche rivedendo i criteri di accesso, il miglioramento delle strutture organizzative e delle condizioni di lavoro, ridistribuendolo anche tra professionalita’ diverse, la sottrazione alla responsabilita’ gestionale dei P.S. dei pazienti per i quali e’ stato gia’ deciso il ricovero, l’ampliamento dei Fast-Tracks.

Un tema toccato e’ stato anche quello del ruolo svolto dalle Case della Salute che avrebbero dovuto contribuire a far diminuire gli accessi impropri ai Pronto soccorso: secondo i vari responsabili di questi e lo stesso presidente dell’Ordine di Roma “Sarebbe invece stato meglio aprire posti di medicina specialistica territoriale per incrementare l’offerta di assistenza ed evitare cosi’ il ricorso agli ospedali”.

 

 

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