dire: Aodi (Amsi): “Da ospedali e cliniche in tutta Italia richieste per 100 medici di origine straniera”

 

L’Associazione medici di origine straniera in Italia, lancia il suo allarme per la carenza di medici e professionisti nel settore della sanita’ italiana, viste le numerose richieste che arrivano all’Amsi da cliniche private e da ospedali, dal Sud sino al Nord. Sono state piu’ di 100 le richieste dall’inizio del 2018 e maggiormente vengono dal Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto) dove sono richiesti ortopedici, pediatri, anestesisti, medici di famiglia, specialisti presso gli ospedali, medici sul territorio e presso i centri di pronto soccorso, guardia medica e il 118. Tanti medici di origine straniera si presentano presso le strutture, e possono lavorare quando si tratta di chiamate dirette a tempo determinato in ospedali e a tempo indeterminato nelle cliniche private. Poi pero’ non possono sostenere nessuna selezione, a causa della cittadinanza italiana obbligatoria, necessaria per poter sostenere concorsi presso le strutture pubbliche.

“Siamo molto preoccupati per questa carenza di medici e professionisti della sanita’ in Italia, dalla mancanza di soluzioni e di programmazione per colmare questa carenza, la quale ormai e’ europea e mondiale” dichiara Foad Aodi, fondatore dell’Amsi, delle Comunita’ del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e del Movimento Internazionale Uniti per Unire.

Per Aodi “urge risolvere e affrontare la questione dei concorsi per i professionisti della sanita’ di origine straniera, il numero chiuso presso le Universita’, la programmazione del numero degli specialisti presso le scuole di specializzazione in base alle esigenze di oggi. Bisogna anche risolvere i problemi inerenti ai turnover e quelli relativi ai medici in pensione”.

Inoltre, prosegue la nota, “esprimiamo solidarieta’ e vicinanza a tutti i cittadini che sono stati colpiti da episodi di razzismo e discriminazione che sono ormai in aumento e sono piu’ del 35 per cento rispetto l’anno precedente secondo il nostro sportello congiunto Amsi, Co-mai e Uniti per Unire, come il collega del Senegal Ibrahima Diop e la giovane atleta italiana Daisy Osakue, vittima nei giorni scorsi dell’ennesima e deprecabile aggressione razzista”.

Le nostre associazioni- afferma Aodi- sono impegnate costantemente nel promuovere e supportare iniziative contro il razzismo, opponendosi in maniera chiara e netta a chi, quotidianamente, semina odio tra gli esseri umani. Il ruolo degli stranieri in Italia e’ dunque fondamentale soprattutto nei settori della sanita’, dell’agricoltura, dell’edilizia, dell’elettronica, della gastronomia, delle badanti e colf. Con l’Amsi abbiamo potuto verificare, grazie ad un nostro accurato studio, di come negli ultimi dieci anni il numero dei medici di nazionalita’ italiana sia sensibilmente sceso e sia stato in parte bilanciato dalla presenza dei medici stranieri ma non negli ospedali o come medici di famiglia (sempre per la problematica dei concorsi). Ribadiamo il nostro #No al razzismo e #Si’ al rispetto dei valori umani e ad una campagna d’informazione contro #intolleranza cieca e per fini politici”.

Aodi conclude ribadendo “che gli italiani non sono un popolo di razzisti, ma stanno solo vivendo una fase molto difficile dal punto di vista sociale, politico ed economico e d’integrazione. Adesso tocca alla politica riaffermare il principio della buona convivenza e della tolleranza e del rispetto reciproco”.

 

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