cronacaoggiquotidiano: Immigrazione, appello AMSI: “Più servizi e prevenzione nella Sanità e nella sicurezza lavorando sull’integrazione”

 

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LE PAROLE DI FOAD AODI, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE DEI MEDICI DI ORIGINE STRANIERA E FOCAL POINT ITALIANO PER L’ALLEANZA DELLE CIVILTÀ UNAOC-ONU DOPO IL DRAMMATICO ATTENTATO DI LAHORE

 

“No all’istigazione all’odio inter-religioso. Condanniamo  duramente  l’ennesimo attentato che ha  colpito civili e bambini, proponendo delle soluzioni culturali e socio-sanitarie con il maggior coinvolgimento delle Comunità ed Associazioni competenti in materia di Sanità, immigrazione e cooperazione internazionale”, questo il commento indignato di Foad Aodi, Presidente dell’Associazione dei Medici di Origine Straniera AMSI  e  Focal Point italiano per l’Alleanza delle Civiltà Unaoc-ONU, all’esplosione avvenuta domenica all’ingresso di un parco per bambini  a Lahore, in Pakistan,  rivendicato dai talebani. La strage ha provocato la morte di oltre 70 persone e oltre 300 feriti, la maggior parte dei quali sono donne e bambini.

 

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Segue, nelle parole di Aodi, l’appello al PresidenteMatteo Renzi e ai Rappresentanti del Governo: “Dai drammatici attentati di Bruxelles e del Pakistan urge un’Autorità che sia dedita allo sviluppo ed al coordinamento delle politiche di integrazione, alla prevenzione nella Sanità e nella sicurezza, in collaborazione con tutti i Ministeri competenti.

Ci auspichiamo – prosegue Aodi– che il nostro Presidente del Consiglio e tutti i Rappresentanti del Governo italiano possano valutare tale proposta. Per valorizzare la buona convivenza ed il buon grado di integrazione in Italia rapportato con gli altri Paesi Europei, è necessario, inoltre, riconoscere il diritto alla salute a tutti gli immigrati, anche a coloro che siano sprovvisti di permesso di soggiorno. Alcune di queste persone possono vivere una crisi di identità, sociale e psicologica ancora prima che economica, nel corso della quale possono avvicinarsi alla così detta “zona grigia”, quella che rappresenta un rischio per la crescita del fenomeno del terrorismo e delle sue nuove reclute. Solo recuperando queste vite in Italia, in Europa e nei Paesi Euro-Mediterranei, offrendo loro servizi socio- sanitari adeguati e tempestivi, disponibili nelle diverse lingue oltre che consulenze psicologiche strutturate, impugneremo uniti a tutti i Paesi Arabi e all’Occidente una nuova grande arma contro il terrorismo”.

 

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