cno-webtv: Unhcr- 90% dei rifugiati pesa sui paesi non ricchi

 

 

Secondo l’Unhcr i rifugiati pesano sopratutto su i paesi con redditto medio o povero.

L’alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi,” una persona su 113 viene sradicata sulla sua terra”

“Nove rifugiati e sfollati su 10 lo sono in paesi poveri o a reddito medio, il che significa che i paesi ricchi ospitano solo il 10% di questa popolazione”, ha affermato L’alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi. L’esodo in massa dovuto alle guerre e al terrorismo dall’ Africa e dal Medio Oriente sembra quasi non toccare i paesi ricchi e industrializzati.”Invece di una ripartizione degli oneri, vediamo la chiusura delle frontiere; invece di volontà politica c’è paralisi politica. E le organizzazioni umanitarie come la mia sono lasciate ad affrontarne le conseguenze, mentre allo stesso tempo lottano per salvare vite con budget limitati”,critica Grandi. E non c’è tempo per stare a guardare perchè“una persona ogni 113 viene in un modo o nell’altro sradicata, questo significa che nel mondo l’anno scorso ogni minuto 24 persone sono state costrette a scegliere l’esilio dalla loro terra”, concude Grandi.

Rifugiati, quale soluzione?

Una soluzione per uno dei drammi più grandi del nostro tempo come quello dei rifugiati può essere sopratuttol’integrazione sulla base di una libera tolleranza fra le diverse culture.Sono fermamente convinto che lo scambio di buone pratiche, la cooperazione costante e la diffusione di conoscenze scientifiche rappresentino strumenti cruciali per avvicinare e unire i cittadini provenienti da mondi e culture diverse”, ha detto il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega agli Affari Europei, On. Sandro Gozi,L’integrazione è una sfida a tutto campo che chiama non solo i governi, ma soprattutto i cittadini e le reti ad attivarsi per superare quegli ostacoli che purtroppo ancora segnano la nostra società. E’ necessario batterci per difendere gli ideali di libertà, tolleranza e rispetto che sono propri della nostra cultura.” L’integrazione che è anche alla base di attività svolte da Amsi per l’accoglienza e la cura dei rifugiati.”La cooperazione economica e socio-sanitaria è la chiave per lo sviluppo delle buone pratiche e combattere l’immigrazione irregolare ed i suoi effetti negativi”, ha affermato infati il dott Foad Aodi, presidente della Co-Mai e dell’Amsi

 

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