cittacorriere: “Not my president”, ecco le proteste in strada contro Donald Trump

 

afp5970741_articolo

 

Not My President“, sono i cartelli e “Hey Hey Ho Ho Donald Trump has to go” (Trump vattene) gli slogan che decine di migliaia di persone stanno urlando per le strade per rispondere al presidentedemocraticamente eletto, il quale ieri aveva detto di voler essere il “Presidente di tutti”.

La degenerazione della sommossa è avvenuta principalmente a Portland (in Oregon), Los Angeles(California) e New York City: a Portland ci sono stati scontri che la polizia ha definito “diffuse azioni criminose e comportamenti pericolosi”, a Los Angeles un consistente numero di arrestati, almeno duecento, a cui è seguito l’appello del sindaco Eric Garcetti, in cui ha consigliato di non occupare autostrade e di non compiere atti vandalici, ma egli stesso ha dovuto ammettere che: “sono state elezioni traumatiche, ci sono molte divisioni”.

Per Hillary Clinton la sconfitta è stata amara. dopo il discorso di New York di lei si sono perse le tracce.

Un uomo sarebbe rimasto ferito. Lo riferisce la polizia su Twitter. Le forze dell’ordine hanno quindi sollecitato i cittadini a “lasciare immediatamente la zona” e ha invitato gli eventuali testimoni a farsi avanti.

Alta tensione a Midtown Manhattan, dove si trova la residenza del nuovo presidente, la Trump Tower sulla Fifth Avenue. Ora manifestanti di professione, incitati da mesi, stanno protestando. “Questo è ingiusto”. Salvo poi fare marcia indietro e usare una tattica più conciliante. Su Twitter infatti ha teso la mano ai manifestanti: “Amo il fatto che piccoli gruppi di manifestanti la scorsa notte abbia mostrato passione per il nostro grande Paese”. Mentre Trump promette che “sarà il presidente di tutti perché nessuno sarà dimenticato”, da una costa all’altra si sono infiammate le proteste.

Così Foad Aodi, Presidente delle Co-mai e preside della facoltà di Scienze della Riabilitazione e Fisioterapia dell’ Università anglo-cattolica “Unisanpaolo”, ribadisce un deciso no alle politiche di fomentazione dell’odio razziale e religioso in America e in occidente, e sottolinea come “l’ America è da sempre la culla dell’immigrazione; non crediamo che oggi possa istigare allo scontro razziale, o peggio, considerare plausibili le idee di deportazione dei migranti e innalzamento di muri”. Lo riferiscono i media americani. “Fermate Trump e la sua agenda bigotta”, si legge nel messaggio postato dagli organizzatori su Facebook.

Ha vinto Donald Trump e tutta la sinistra democratica e progressista si straccia le vesti (non solo lei). Un altro corteo, gia’ battezzato ‘marcia da un milione di donne’ e’ prevista a Washington il giorno dell’insediamento di Trump, il 20 gennaio, dopo le rivelazioni su suoi commenti sessisti contenute in un video.

 

cittacorriere

Link

Altri articoli

RASSEGNA STAMPA 24/05/24. Impegno sociale, cooperazione internazionale, solidarietà, salute globale, lotta contro la violenza per difendere le donne. La partecipazione a tre eventi-dibattiti in un solo giorno testimoniamo la forza degli obiettivi di Amsi, Umem e Uniti per Unire. (La Voce del Parlamento.it).

Aodi: «Sono stato relatore e moderatore, il 23 maggio, di tre convegni, su temi come Salute Globale Internazionale e Difesa dei Diritti delle Donne e Lotta alla violenza di gruppo.

Leggi Tutto »
Nessun altro articolo da mostrare