cinquantamila: Migranti, l’esercito dei bambini senza nessuno (sono 14.400)

 

Oltre sedicimila minori. La maggior parte, circa 14.400, non accompagnati. Sbarcati in Italia, soltanto da gennaio a oggi. Sono sempre di più e più giovani ma soprattutto soli, secondo i dati della onlus Save the Children, i ragazzi – e bambini – migranti che raggiungono il nostro Paese nei cosiddetti viaggi della speranza.
Lo scorso anno erano stati oltre 12mila i non accompagnati, numero già superato in poco più della metà dell’anno. «In media, hanno tra 15 e 17 anni ma sempre più spesso si vedono arrivare, da soli, bimbi di nove/dieci anni – racconta Giovanna Di Benedetto, portavoce Save the Children – I flussi migratori, complessivamente, non stanno registrando aumenti, a crescere però è la presenza dei piccoli». Bassissima pure l’età di quelli che sbarcano con i genitori: «Sono neonati, nati sulla nave o di pochi mesi, al massimo hanno due/tre anni».
Perlopiù, provengono da Gambia, Eritrea, Nigeria, Guinea, Somalia e Costa d’Avorio. Secondo i dati del ministero del Lavoro, ad aprile scorso, i minori non accompagnati presenti in Italia erano 11.640, il 41% in più dell’anno precedente, nello stesso periodo. Il dato appare in lieve diminuzione raffrontato a dicembre 2015 – i minori non accompagnati erano 11.921 – ma, spiega il Ministero, «lo scostamento negativo è da ricondurre principalmente al compimento della maggiore età di molti». Il 95% degli under18 è di sesso maschile. La più alta concentrazione di minori accolti in strutture ad hoc si registra in Sicilia con il 36,6%. Seguono Lazio con 7,8%, Lombardia con 7,5%, Puglia e Calabria, entrambe con 7,3%, Emilia Romagna, con 7,2%. «Quando sbarcano – prosegue Di Benedetto – il primo passo è accertare la minore età. Alcuni si dicono maggiorenni per riprendere il viaggio. Altri, che non lo sono, si fingono minorenni». Poi entrano nelle strutture di prima accoglienza dalle quali vengono successivamente spostati in altra sede.
L’ITERUn iter che i numeri record di questo periodo stanno portando al collasso. «Nelle prime strutture i minori dovrebbero fermarsi due/tre mesi, invece, non di rado, arrivano a sette. Non sono mancati casi di ragazzi che hanno dormito in porto per settimane perché non c’erano posti liberi. Peraltro, non tutte le strutture hanno standard qualitativi adeguati. Occorrono un sistema nazionale con parametri condivisi, una più ampia rete di accoglienza e la promozione dell’affido familiare». Nel mezzo, migliaia di bambini scomparsi. Secondo Europol, sono almeno diecimila i minori migranti non accompagnati scomparsi in Europa. Il Ministero del Lavoro ne registra 5.099 divenuti irreperibili inItalia. «Ciò non significa che tutti siano finiti in situazioni di sfruttamento – dice Di Benedetto – ma può accadere. Sono vulnerabili. Tra i gruppi più soggetti allo sfruttamento lavorativo spiccano i giovani egiziani. In campo sessuale, le nigeriane: lasciano il loro Paese già come vittime di tratta. Arrivano qui con venti/trentamila euro di debito, legate da voodoo e superstizioni, temono per le famiglie e sono costrette a prostituirsi per saldare una somma che ogni giorno diventa più alta. Per vendersi, devono pagare agli aguzzini addirittura l’affitto del marciapiede».
L’ultimo rapporto Unicef sui giovanissimi in fuga, intitolato Pericolo a ogni passo del viaggio, parla di abusi, sfruttamento, violenze e soprattutto di un sommerso, impossibile da stimare, di sparizioni, detenzioni, morti. Medici senza Frontiere afferma che il 50% dei migranti passati per la Libia soccorsi nel 2015 è stato imprigionato per mesi in condizioni disumane: la violenza colpisce indifferentemente adulti e bambini. L’Ansimed-Associazione Medicidi origine Straniera in Italia lancia l’allarme per il traffico di organi. «Sono i nostri medici, in varie città europee, a segnalarci violenze e il sospetto traffico di organi – dice Foad Aodi, presidente Amsimed e Comunità del Mondo Arabo in Italia – perlopiù le indicazioni arrivano dai Paesi dell’Est, non ci sono sospetti in Italia, ma bisogna stare attenti. Ci sono stati riportati casi di persone che nei centri per rifugiati si sono avvicinate a bimbi, poi scomparsi. Tantissime minorenni sono state violentate sui barconi e messe incinta dai loro aguzzini. È necessario contrastare il mercato degli esseri umani. Occorrono controlli medici e psicologici per tutti. È anche attraverso l’assistenza psicologica, peraltro, che si può prevenire il terrorismo, intervenendo in quella zona grigia che spesso diventa anticamera della violenza».

 

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