catanialivenews: Poligamia diritto civile tanto quanto le nozze gay

 

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Non si sottovaluti l’azione demografica della poligamia che riequilibrierebbe in parte il calo e la conseguente necessità di manodopera straniera, con le reazioni che conosciamo– ha concluso Piccardo – I musulmani non sono d’accordo sulle unioni omosessuali e tuttavianon possono che accettare un ordinamento che le ha consentite“. Ed è il medesimo principio che non consente il lavoro schiavistico o il commercio degli organi o ogni altra forma di degradazione della dignità personale, anche qualora vi fosse il consenso dei diretti interessati (consenso che, non a caso, per tali reati non esclude la punibilità).

Un post su Facebook con la fotografia del sindaco meneghino Beppe Sala insieme ai primi due uomini “uniti civilmente” e la frase che ha fatto discutere per due giorni: “Se è solo una questione didiritti civili, ebbene la poligamia è un diritto civile”. “I soggetti interessati sono comunque unaminoranza, come lo sarebbero i poligami.L’intera società può accettarli tutti”.

Il dibattito infuria, non solo sulla pagina Facebook di Piccardo. Gli ideali della “relazione pura” corrispondono pienamente ai valori della democrazia politica, laica e liberale mentre i rapporti poligamici sono incompatibili con essa perché appunto rivendicano la superiorità di una parte – il maschio – sulle altre. “Le rifiutiamo, non sono opportune ma anzi sono molto dannose in questo momento” dice all’Adnkronos Foad Aodi, presidente delle Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai). “Le posizioni che esprimo riguardano solo me e coloro che le condividono”. Capito dove ci portano i buonisti? “Roba da matti”, è questo quanto dichiarato da Matteo Salvini. Il riconoscimento delle unioni omosessuali si basa infatti sulla rivoluzione dei rapporti familiari avvenuti nel novecento, quando le donne, dopo secoli di lotte e di schiavitù, hanno ottenuto piene libertà sessuali e parità sociale, scardinando l’istituto tradizionale del matrimonio basato sulla rigida divisione di genere. Se infatti il matrimonio non è più il luogo di subordinazione sociale-economica della donna, ma una relazione paritaria basata sull’amore, allora la differenza sessuale dei coniugi non è più un elemento fondante.

“Sarà il sabato d’agosto o che abbiamo toccato un nervo scoperto della Weltanschauung nazionale o che, infine abbiamo osato quello che non si aspettavano da noi: che li guardassimo in faccia, invece di abbassare gli occhi impauriti da tutta l’ostilità che ci rovesciano addosso ogni giorno, addebitandoci responsabilità che non abbiamo, colpe che non abbiamo mai commesso”.

 

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