Caso Regeni, Foad Aodi (Co-mai): “Il nostro dolore per la morte di Giulio. Verità e Giustizia!”

 

Roma 8/02/2016 –  “Ci uniamo al dolore dei familiari di Giulio e chiediamo giustizia e verità alle autorità egiziane per questa tragedia indelebile sia per l’Italia che per l’Egitto. Torturare e uccidere un giovane è un’onta per qualsiasi civiltà”: è quanto dichiara Foad Aodi, Focal Point per l’integrazione in Italia per l’IUNAOC e Presidente  delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), a seguito dell’autopsia del cadavere  di Giulio Regeni, il giovane ricercatore friulano  torturato e trovato morto giovedì scorso al Cairo.  Secondo i medici legali dell’Istituto di Medicina Legale

dell’Università “La Sapienza” di Roma, dove la salma è stata condotta sabato pomeriggio,  a causare la morte sarebbe stata la frattura di una vertebra celebrale.   Mentre al  Cairo sono stati rilasciati due presunti sospetti, proseguono  le indagini condotte dalle autorità locali e da un team di investigatori italiani per far luce sull’accaduto.

“Siamo lontani dalla verità”, dichiara il Ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni che attende a Trieste i genitori di Giulioritenendo “necessario che il lavoro di indagine possa essere fatto insieme alle autorità egiziane”. “Solo collaborando con l’Egitto possiamo sperare di risalire alla verità – prosegue Aodi – e questo è solo l’inizio di un grande lavoro per rafforzare  la cooperazione con i Paesi Arabi in tutti i settori, inclusi la ricerca e lo scambio socio-sanitario, per agire dalla radice dei problemi limitando violenza e soprusi che uccidono la vita delle persone e quella del dialogo. Vogliamo che chi ha compiuto questo grave crimine sia punito il prima possibile, non ci importa quale sia il suo Paese di provenienza o la sua religione. Vogliamo che sia fatta giustizia.

Grazie del sostegno e della collaborazione.

 

Cordialmente,

Elena Rossi

Responsabile Ufficio Stampa 

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