Burkini, Aodi (Co-mai): “Arabi e musulmani d’italia indignati dalla strumentalizzazione del burkini di Valles”.

 

Foad Aodi, Presidente nazionale delle Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e Focal Point per l’integrazione in Italia per l’Alleanza delle Civiltà Unaoc commenta il caso-burkini:
“Siamo molto sorpresi dal comportamento del Governo francese, non si può andare contro la libertà personale. Anche l’ONU e numerose istituzioni definiscono il divieto del burkini illegale, riconoscendo che offende l’immagine della donna musulmana e la sua libertà mettendo maggiormente a rischio il rapporto e l’integrazione del mondo arabo e musulmano in Francia e in Europa”. A testimonianza di quanto la polemica abbia ridotto il turismo degli arabi del Golfo in Francia spostando l’interesse verso l’Italia, Aodi riporta l’esperienza degli sportelli Co-mai: “Registriamo numerosi musulmani che lasciano le spiagge francesi e vanno in Liguria intensificando il turismo e l’economia italiani.
Stanno aumentando le richieste d’informazione allo sportello Co-mai da parte di arabi e musulmani dai paesi del golfo per trascorrere le vacanze sulle spiagge italiane.
Condanniamo l’episodio infelice e l’immagine divenuta ormai famosa in tutto il mondo ad esso associata della donna musulmana che è stata costretta da alcuni poliziotti francesi a togliersi i vestiti in pubblico. Ribadiamo la nostra solidarietà alla Francia e ai francesi e ringraziamo l’ambasciatrice Francese in Italia, S.E. Colonna, per la recente lettera di apprezzamento ai nostri appelli di solidarietà e di ferma condanna al terrorismo.
Ci auguriamo che il Governo francese possa riflettere e saper scegliere, cercando di lavorare per costruire un rapporto costruttivo con il mondo arabo e musulmano difendendo la libertà e la democrazia. Le politiche di integraIone devono essere esenti da certi divieti che ledono la libertà di culto e dimenticare la fase della colonizzazione del mondo arabo. Certi movimenti di estrema destra utilizzano le donne musulmane come strumento di battaglie mediatiche, che sono nella realtà un falso problema”. Conclude Aodi.

Ufficio stampa
Elena Rossi

 

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