avantionline: SSN, campagna nazionale contro il razzismo

 

 

Una grande campagna di sensibilizzazione per “mettere al bando il razzismo e l’ intolleranza dal nostro Servizio sanitario nazionale”: coinvolgendo l’opinione pubblica, puntando ad un messaggio contro il razzismo ed in favore della tolleranza, con l’affissione di manifesti nelle farmacie e nelle Asl. E’ la proposta lanciata dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, dopo l’episodio di razzismo denunciato da una dottoressa di Cagliari. L’idea, annuncia Anelli, “é coinvolgere anche gli altri professionisti sanitari e le associazioni dei cittadini”. Altri manifesti saranno affissi per le strade, negli studi e negli ospedali.

“Lancio un’idea – spiega Anelli – che spero possa essere condivisa anche dalle altre federazioni degli Ordini delle professioni sanitarie e dalle associazioni dei cittadini: mettere in piedi, tutti insieme, una grande campagna contro il razzismo”. Alla campagna sono aderite l’ Associazione Medici di origine Straniera in iIalia (AMSI) e la Confederazione internazionale-Unione Medica Euro-Mediterranea (U.M.E.M), che ringraziano la Fnomceo.

“La collega Maria Cristina Deidda, con la sua denuncia – afferma Foad Aodi ,fondatore dell’ AMSI e dell’UMEM, riferendosi alla dottoressa che ha denunciato l’episodio di razzismo in cui vari pazienti si sono lamentati per aver atteso “per colpa di un negro” – ha testimoniato in modo encomiabile la grande sensibilità dei professionisti italiani verso i diritti umani e l’uguaglianza: mettendo in evidenza quelli che sono i valori fondanti della nostra professione e della nostra società, a prescindere dal colore della pelle, dalla religione, dalle opinioni, o da chi, nella situazione amministrativa, è regolare o irregolare “.

“Siamo indignati e preoccupati – prosegue Aodi – per l’aumento crescente degli episodi di razzismo e di discriminazione nei confronti dei professionisti della sanità e dei cittadini di origine straniera. Molte segnalazioni giungono allo sportello AMSI , il quale ha registrato un aumento del 35 per cento, negli ultimi tre anni in particolare, di episodi di discriminazione nei confronti dei cittadini di origine straniera . Le donne lo sono per motivi legati al velo, gli uomini per la barba lunga . Spesso si viene discriminati per il colore della pelle o per i soli vestiti religiosi e tradizionali. Le segnalazioni provengono maggiormente dalle regioni Lombardia , Veneto, Trentino Alto Adige , Marche e Sardegna. Gli episodi si verificano spesso al pronto soccorso , nelle Asl, al Cup,nei centri di fisioterapia ed analisi”.

“Si registra – prosegue Aodi, che é anche consigliere dell’ OMCEO di Roma con delega ai rapporti coi Comuni e agli Affari Esteri – un aumento dello sfruttamento dei professionisti della sanità di origine straniera: con personale sottopagato , ritardi nei pagamenti e licenziamenti continui senza giusta causa, come ci viene raccontato allo sportello Amsi, dove le segnalazioni provengono da tutte le regioni italiane, in particolare dal centtro- sud. “Continuiamo a combattere la “guerra tra poveri” , gli episodi di razzismo e le discriminazioni: utilizzando la “terapia del dialogo” , la conoscenza ed il principio dei diritti e doveri , l’uguaglianza e la solidarietà”.

Con AMSI e U.M.E.M aderiscono all’ iniziativa anche il Movimento internazionale “Uniti per Unire” e le associazioni e comunità aderenti, comprese le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), la ONLUS Emergenza Sorrisi-Ong, attiva da anni nella cooperazione sanitaria col Terzo Mondo, e la Confederazione Internazionale Laica Interreligiosa -(Cili-Italia).

 

Link

 

Altri articoli

Nessun altro articolo da mostrare