Mentre il tema dell’immigrazione, nei mesi scorsi al centro di roventi polemiche (il più delle volte interessate solo a strumentalizzare il problema) tra centrodestra e centrosinistra, ora sembra esser temporaneamente sparito dall’agenda almeno dei maggiori partiti (esponendo l’altro giorno il programma di M5S, Luigi Di Maio non l’ha proprio incluso tra i principali problemi da affrontare), un garbato confronto s’è aperto tra il neoeletto senatore leghista Toni Iwobi, africano, e le due associazioni AMSI (Associazione Medici d’ origine Straniera in Italia) e CO MAI (Comunità del mondo arabo in Italia).
Parlando delle possibili scelte d’un governo guidato dal centrodestra, Iwobi ha esposto un suo personale programma di controllo dell’ immigrazione che è molto diverso da quelli, fortemente populisti e dai toni xenofobi (quasi alla Marine Le Pen o addirittura alla “Alba Dorata”), sostenuti dala Lega in passato ( la vicinanza di Iwobi a Matteo Salvini fa obbiettivamente sperare che le idee del neosenatore sian sostanzialmente condivìse dal leader leghista). Si tratta, infatti, d’un programma, in sintesi, di controllo dell’ immigrazione mediante un rafforzamento della rete di controllo e di soccorso nel Mediterraneo ( nel quadro sempre delle politiche UE), una serie di accordi coi Paesi di emigrazione, degli interventi mirati da attuare in Libia e, in Italia, una risistemazione e riduzione dei campi d’accoglienza e un maggior controllo sulle iniziative degli immigrati, specie sull’ apertura di nuovi luoghi di culto (misure, quest’ ultime, che non si discostano troppo, poi, dalal politica dello stesso ministro dell’ Interno Minniti, esposta ultimamente nella visita alla Grande Moschea di Roma).
Foad Aodi, fondatore e presidente di AMSI e Co-mai, apprezza l’uso del termine “ Buona Immigrazione” fatto appunto dal neoeletto senatore Iwobi: ricordando, però, che il progetto “ Buona Immigrazione” è ” una nostra proposta sin dal lontano 2002, aggiornata e adattata ai profondi mutamenti geopolitici di oggi”.
Aodi continua ricordando che il progetto si basa su un’ immigrazione programmata e controllata, sul puntuale rispetto di diritti e doveri degli immigrati, sulla solidarietà internazionale: combattendo anche la “ fuga dei cervelli”( sia dai Pasei del Terzo mondo, oggi alle prese anche loro con molti dei problemi degli stessi Paesi piu’ avanzati, sia dal nostro Paese). Bisogna coinvolgere tutti i Paesi europei su una legge europea per l’immigrazione regolare, combattendo il mercato degli esseri umani e la violenza contro donne e bambini”.
Aodi ha già espresso i suoi auguri al neosenatore, visto che è giusto l’impegno dei cittadini italiani d’ origine straniera nell’ ambito della politica: senza però accettare strumentalizzazioni sulla “nostra pelle” e sui nostri “amici di colore”, e senza volere una “ buona immigrazione a metà”: perché non vi è solidarietà senza “ rispetto dei diritti umani”.
“Inoltre, il progetto proposto da noi – prosegue il presidente dell’ AMSI – comprende anche il no alle moschee e imam “fai da te”, la preghiera del venerdì anche in lingua italiana e trasparenza ai finanziamenti che arrivano dall’ estero; si’ al diritto alla salute universale coniugato con una vera cooperazione internazionale , con aiuti sanitari e umanitari in loco, nei Paesi più bisognosi, e #Uniticontro il terrorismo e l’immigrazione irregolare; separando le politiche della prevenzione e la sicurezza dalle politiche per l’integrazione, da porre su due binari per l’interesse comune.”
Fabrizio Federici











