articolotre: Yemen. Prosegue l’offensiva della coalizione: uccisi 500 Houthi, molte le vittime civili

-Redazione- Il ministero della Difesa saudita annuncia che dall’inizio delle operazioni militari in Yemen, il 26 marzo scorso, sono stati uccisi 500 ribelli Houthi lungo la frontiera; si annunciano inoltre nuovi raid su Aden. I raid aerei sono stati 1.200. Si apprende che ieri i ribelli hanno ucciso altri 3 soldati sauditi con colpi di mortaio, nel territorio della provincia di Najran.

Secondo i media i raid aerei della coalizione a guida saudita hanno causato, nelle ultime 24 ore, 15 morti causati da un bombardamento nel centro del paese, mentre altre 13 persone, affermano fonti ospedaliere, sono rimaste uccise in seguito ai violenti scontri avvenuti ad Aden tra ribelli Houthi e forze fedeli al presidente, Abed Rabbo Mansur Hadi.

Secondo Al-Arabiya, i caccia della coalizione hanno colpito postazioni dei ribelli nei pressi del Palazzo presidenziale di Aden, roccaforte dei filo-governativi, dove da settimane si combatte strada per strada.

Ieri pomeriggio è atterrato nella capitale Sanaa il secondo aereo della Croce Rossa Internazionale con a bordo 35 tonnellate di aiuti sanitari, generatori e attrezzature per far fronte a un’emergenza sempre più pressante. Secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità (Oms), infatti, in Yemen, solo nel periodo compreso fra il 19 marzo e il 6 aprile, si sarebbero registrati 643 morti e 2226 feriti.

Drammatica la situazione della popolazione, secondo quanto riportato da Foad Aodi, presidente della Comunità del mondo arabo in Italia (Comai) e dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) riportata dall’agenzia AdnKronos. Secondo il medico, infatti, le vittime dei raid aerei ammonterebbero a 857, tra cui 160 bambini, 32 donne e 13 anziani.
Stando a questa testimonianza, le città sarebbero prive di cibo, acqua e farmaci e ci sarebbero macerie ovunque: i raid aerei, infatti, avrebbero colpito anche aeroporti, scuole, strade, mercati e negozi, oltre a molti ospedali che risultano ormai chiusi. “Ci associamo all’appello dell’Onu per la pace – ha concluso Aodi – come musulmani siamo stanchi ed esausti delle guerre”.

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