Altiarabi Migrante: l’Europa si riscrive in una collana dedicata agli scrittori immigrati in Europa Incontro con premio dell’Unione Europea per la letteratura Rodaan Al Galidi

Altiarabi Migrante: l’Europa si riscrive in una collana dedicata agli scrittori immigrati in Europa

Incontro con premio dell’Unione Europea per la letteratura Rodaan Al Galidi

Liberarsi dei paraocchi occidentali per addentrarsi in una letteratura “che si muove”, dove la scrittura rivela il mondo in divenire delle nuove generazioni di immigrati in Europa, con il bagaglio delle loro storie, delle culture dei loro Paesi di origine e con tutte le contraddizioni che ne scaturiscono: così, la collana Altriarabi

Migrante – novità della casa editrice “Il Sirente” – traduce e porta in Italia le opere selezionate di giovani autori europei di origine araba. Grazie ad un progetto supportato dal programma Europa Creativa, i testi vengono tradotti in italiano e presentati presso i principali eventi letterari nazionali, perchè tutti possano appropriarsi di questo patrimonio sfaccettato, multiculturale e multietnico, proprio come la nostra società europea contemporanea. Ogni volume della collana si apre con l’immagine di una bicicletta che porta nel portapacchi la torre di Samarra, per introdurre i lettori al significato dell’integrazione tra il Paese di provenienza degli scrittori e l’altro Paese, quello dell’accoglienza.

L’ultima perla di questa collana è “L’autistico e il piccione viaggiatore” di Rodaan Al Galidi, un autore iracheno che conosce il dramma della guerra civile e negli anni ’90 emigra in Europa vivendo in un campo rifugiati e richiedenti asilo. Quando arriva in Olanda, gli viene negato l’accesso ai corsi di lingua. Così, impara l’olandese da autodidatta e ne diventa tanto padrone da farne un veicolo di arte, di cultura e poesia, che lo porta a vincere il premio dell’Unione Europea per la letteratura.

“L’autistico e il piccione viaggiatore” – presentato a fine marzo a Roma e a Milano – affrontata la vita di Geert, un bambino autistico che vive in Olanda. Il testo parte dall’analisi del suo rapporto unico con le cose, dalla sua capacità di comporre gli oggetti e di costruire violini, per esplorare la altrettanto unica complessità della scoperta del mondo esterno.

“Ho voluto raccontare la vita di una persona che vive imprigionata nei suoi pensieri, perchè anche io spesso mi sento così”, dichiara con naturalezza Al Galidi nel corso di un incontro a Roma. “La musica e l’arte

– aggiunge – sono stati per me delle porte di comunicazione con il mondo. Spesso gli europei si fanno troppi problemi, nel senso che si complicano una vita che potrebbe essere molto più semplice. Anche per Geert, il protagonista, la vita è difficile: lui è tropppo intelligente per il mondo dove vive”, conclude l’autore sorridendo ed interagendo con il pubblico italiano.

Quando gli viene domandandato tra gli spettatori curiosi della biblioteca Griot, cosa ne pensa del rapporto che gli olandesi hanno con gli stranieri, risponde sorridendo di nuovo, con occhi pungenti, che brillano di sarcasmo sotto gli occhiali: “Gli olandesi ci accettano nella mente ma non nel cuore, non vogliono approfondire le nostre storie perchè in qualche maniera comportano loro dei problemi. In fondo, i Paesi Bassi sono sono un Paese piccolo, dove il livello dell’acqua del mare si abbassa, va bene al massimo per 100 rifugiati all’anno”.

di Elena Rossi

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