all-tv: Foad Aodi: “No agli ingiustificati allarmismi di Grillo, creano fobie verso gli immigrati”

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Roma, 17 Settembre 2014 (All-tv-news).- Decise e dosate le parole del dottor Foad Aodi, presidente e fondatore dell’AMSI (Associazione Medici di origine Straniera in Italia) e di Co-mai (Comunità del Mondo Arabo in Italia) che in comunione di pensiero con l’associazione Uniti per Unire ha risposto alle dichiarazioni che pochi giorni fa sono apparse sul blog di Beppe Grillo, scatenando inutili allarmismi e dilaganti fobie tra la popolazione del Belpaese.

Tutto è nato da uno sfogo-denuncia di Igor Gelarda, segretario generale del sindacato di polizia Consap (Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia) apparso sul blog del “Movimento 5Stelle” in data 1 settembre. La disinformazione e l’assenza di dettagli è evidente da una semplice lettura di quanto dichiarato:

“Questi giorni noi, come sindacato di polizia Consap, abbiamo lanciato una class action contro il Ministero dell’Interno. Migliaia di miei colleghi della Polizia di Stato, ma anche dei Carabinieri e delle altre forze dell’ordine, sono stati impegnati in servizi di accoglienza o gestione a vario titolo dei migranti. Inevitabilmente questi migranti vengono da luoghi dove esistono e resistono determinate malattie che qui in Italia erano completamente scomparse. E tra queste c’è la tubercolosi”.

Affermare che la tubercolosi in Italia è stata totalmente debellata è cosa assolutamente falsa. I dati riportati dall’OMS, in una ricerca del 2012, citano 5000 casi l’anno di tubercolosi nel 1995 in tutta Italia. Dal 1955 al 2008 il numero annuale di casi di tubercolosi registrati dal sistema di notifica nazionale è passato da 12 mila a 4 mila.

Ma proseguendo con la lettura, sono lampanti altri elementi pochi chiari e fuorvianti. Si legge: “A oggi abbiamo circa 40 poliziotti che sono risultati positivi al test di Mantoux”.

E’ opportuno quindi chiarire, che risultare positivi al sopracitato test non significa aver contratto la malattia. Non sono rari, infatti, i falsi positivi: chi effettua il test può essere stato infettato da un micro-batterio diverso da quello responsabile della tubercolosi oppure è immunizzato da una pregressa infezione risoltasi positivamente. È possibile, inoltre, riscontrare falsi negativi: il bacillo responsabile della tubercolosi (il bacillo di Koch) è lento nel riprodursi, prima di far scatenare gli anticorpi del nostro organismo possono passare dalle 2 alle 6 settimane.

Di tutto questo nel blog non c’è il minimo cenno, pur trattandosi di informazioni importati al fine della comprensione della problematica.

Altro elemento poco chiaro emerge dalle seguenti parole: “Attenzione, io parlo di tubercolosi, ma ci sono le malattie ancora peggiori! C’è il meningococco, c’è l’ebola, che non sappiamo in realtà come e dove poter gestire” afferma Gelarda, tirando in ballo altre malattie infettive, secondo lui attribuibili ai flussi migratori. Precisiamo, a tal proposito, che una persona affetta da ebola non si mette in viaggio, poiché nel giro di 10 giorni, se la malattia non viene trattata, va incontro a morte, come ricordano le parole di Saverio Bellizzi,epidemiologo di Medici Senza Frontiere.

La reazione di Aodi, tuttavia, punta il dito contro le parole del capogruppo del Movimento, che sempre nel suo blog, il giorno seguente, si lancia in una diserzione su quella che lui definisce “grottesca situazione italiana” in merito ai movimenti migratori nel nostro territorio.

“Qui per evitare il tabù del razzismo arriviamo alla situazione grottesca degli Stati africani che chiudono le frontiere tra loro per paura del diffondersi dell’ebola, che ha 21 giorni di incubazione, mentre noi le lasciamo spalancate senza fare alcun accertamento medico sui chi arriva da chissàdove nel nostro Paese”.

Mancanza di accertamenti medici, assenza di controlli sugli ingressi degli immigrati in Italia, assenza di fornitura di strumenti minimi di profilassi ai corpi di Polizia: sono questi gli elementi che emergono dalle parole di Grillo.

Il comune cittadino non può non lasciarsi prendere dal panico, privo degli strumenti di conoscenza medica che sarebbero necessari per capirne il grado di veridicità.

A tal proposito risultano appropriate le parole del dottor Aodi, che come precedentemente detto, tenta di spiegare perché l’allarmismo di Grillo è assolutamente privo di fondamento.

Aodi, medico di origine palestinese, laureato presso La Sapienza di Roma e specializzato in “Ortopedie e Traumatologia geriatrica”, afferma:

“Le Associazioni che rappresento, insieme ad Uniti per Unire, da anni sono impegnate e collaborano con le Asl

 

nell’assistenza sanitaria degli immigrati e monitorano costantemente la situazione. A tal proposito, precisiamo che gli immigrati sono divisi in due categorie dal punto di vista delle patologie: i primi integrati senza disagi sociali ed i secondi arrivati in modo irregolare che vivono in Italia con numerosi problemi. Problemi che sono di natura economica , di reperimento di una abitazione, della mancanza di un lavoro e di carattere sociale. Questi ultimi immigrati si ammalano dopo il loro arrivo in Italia per le cause elencate, ma non portano dall’estero un’alta percentuale di malattie infettive. Mentre vengono confermate che le patologie più frequenti tra gli immigrati che sbarcano in Italia sono, malattie ortopediche, pneumologiche ,oculistiche , dermatologiche, pneumologiche, gastroenterologiche e psicologiche. Queste dovute soprattutto a causa  delle difficoltà del tragitto che affrontano per arrivare in Italia.

 

Pertanto, invitiamo, il signor Grillo a non creare allarmismi ingiustificati, creando fobie nei confronti degli immigrati ed dei loro figli. Lo invitiamo ad essere più cauto in maniera particolare in considerazione del fatto che tra alcuni giorni tutti gli studenti torneranno a scuola. Mentre, è più utile collaborare con tutte le forze politiche italiane, europee e dei Paesi confinanti, compreso il mondo arabo, per trovare soluzioni politiche adeguate che risolvano realmente il problema”

Infine, conclude Aodi  ” Le nostre Associazioni, da anni, di fronte a queste situazioni, raccomandano di non abbassare la guardia e di  intensificare i  controlli  e la prevenzione sanitaria, ma, senza creare allarmismo e fobie”.

 

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