Alfano: islam in Italia, distinguere chi prega da chi spara

Città del Vaticano, 21 gen. (askanews) – I luoghi di culto musulmani presenti in Italia “sono tutti conosciuti e monitorati con grande attenzione. Bisogna distinguere chi prega da chi spara ed è quello che stiamo facendo”. Queste le parole di Angelino Alfano, Ministro degli Interni, intervistato da Famiglia Cristiana in edicola questa settimana sul programma messo a punto dopo i tragici fatti di Parigi.

“Abbiamo predisposto un pacchetto che mira principalmente a colpire coloro i quali vanno a combattere nei teatri di guerra stranieri e che finora non sarebbero punibili perché è punibile solo il reclutatore”, afferma Alfano. “Rafforzeremo il potere dell’autorità pubblica di ritirare il passaporto e quello del controllo di polizia preventivo e di spegnimento dei siti che incitano alla violenza”. Tra le altre misure elencate dal ministro dell’Interno, lo scambio di informazioni sensibili tra i Paesi Ue, l’individuazione e monitoraggio di “persone che si autofinanziano, si autoaddestrano e si armano per andare a combattere nei principali teatri di guerra per poi ritornare nei Paesi di provenienza con lo scopo di organizzare attentati”, la lotta contro il cybercrime.

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