agenziafuoritutto: Medici italiani e tunisini per una cooperazione e per contribuire al dialogo e alla pace

 

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Un’alleanza tra mondo della sanità, cultura, religione, istruzione a favore di una vera cooperazione internazionale, per contribuire veramente al dialogo tra le civiltà e alla pace. Questo l’obbiettivo – ambizioso, ma realistico – lanciato ufficialmente con la “Tre giorni” di confronto tra professionisti della sanità italiani e tunisini, chiusasi con la Tavola rotonda svoltasi, a Roma, al Centro socio-culturale tunisino di Via Cupa.
L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Medici d’Origine Straniera in Italia (AMSI), dall’Unione Medica Euromediterranea (UMEM), dal Movimento internazionale “Uniti per Unire”, dalla Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), dalla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG)- Lazio e dalla ASL Rm 4 insieme al Centro socio-culturale tunisino e al Comitato Medici di Monastir (l’importante città, a sud di Tunisi, luogo natale del mitico presidente Bourgouiba, e sede d’ un’ Università con facoltà sia di Medicina che d’ Odontoiatria).
“Vogliamo creare una vera squadra di lavoro tra medici tunisini, italiani e d’ origine straniera”, ha detto, in apertura, Foad Aodi, medico fisiatra, presidente di AMSI e consigliere della Fondazione dell’ Ordine dei Medici e Odontoiatri di Roma.
Dopo gli interventi del Console tunisino a Roma, e del direttore del Centro socio-culturale, Faouzi M’rabet (sulle iniziative per la prevenzione, specie dei tumori al seno, e i corsi di lingua araba e musica, aperti anche agli italiani), la presentazione di dati sulla sanità in Tunisia, da parte dei medici tunisini: nel Paese esistono 4 facoltà di medicina, 1 di Chirurgia odontoiatrica, 200 ospedali territoriali, 600 unità di sanità territoriale. Inoltre sono presenti 21.000 medici di Medicina generale (molto sviluppata sul territorio), e 8000 medici liberi professionisti (40% specialistica, 60% medicina generale). “Soprattutto chirurgia cardiovascolare, pediatrica, oncologica, e cura della salute globale”, precisa Aodi, “sono le branche in cui i medici tunisini hanno chiesto la cooperazione dei medici italiani e dell’ AMSI: visto il ruolo importante ricoperto sinora dalla Tunisia nella gestione dell’ immigrazione”.
In questa “Tre giorni” in Italia, i medici tunisini dell’ “Association Avicenne” di Monastir hanno anzitutto visitato l’ Ospedale “San Paolo” di Civitavecchia, città di mare da sempre simbolo di scambi commerciali e grandi flussi umani.
Giuseppe Quintavalle, direttore della ASL RM-4 e segretario generale di “Uniti per unire”, ha proposto l’organizzazione a Monastir, d’un convegno per approfondire le possibilità di cooperazione sanitaria fra i due Paesi. Mauro Contili, Segretario generale dell’ Università Anglo-cattolica “San Paolo”, ha annunciato la nascita (poco dopo il terremoto di fine agosto nel reatino) d’un nuovo organismo, frutto della collaborazione tra UniSanPaolo e settori della Polizia di Stato italiana, forte già di 10.000 iscritti in tutto il mondo: la Protezione Civile Internazionale “San Michele” , di cui è stato nominato Presidente, per l’area euro-mediterranea, il prof. Aodi . Massimo Sabatini, rappresentante della FIMMG, ha dato la massima disponibilità ad organizzare periodici scambi di esperienze tra medici di famiglia dei due Paesi: visto l’importante ruolo del medico di famiglia in ambedue i sistemi, italiano e tunisino.
Enrico Granara, Ministro coordinatore degli Affari mediterranei e mediorientali al Ministero degli Esteri, ha evidenziato l’importanza della cooperazione in sanità, sport e cultura per il dialogo tra le civiltà esprimendo anche apprezzamento per le attività di sanità preventiva e lo scambio di esperienze varie tra i diversi attori della sanità.
“Oggi”, ha aggiunto Foad Aodi, “annunciamo ufficialmente la creazione dell’Unione Medica Euromediterranea (UMEM), forte di circa 30 associazioni: che preannunciai l’8 agosto a Nizza, poche settimane dopo il tragico attentato di luglio, e che s’ occuperà di medicina, immigrazione,aggiornamento professionale ed assistenza sanitaria a profughi ed immigrati, specialmente minorenni e donne”. Aodi ha ringraziato poi la Tunisia e i suoi medici, in particolare per aver assistito, nel 2011 , più di un milione di rifugiati dalla Libia verso la Tunisia.
“Su quest’ultimo fronte – ha detto, in chiusura, il Presidente AMSI – stiamo creando poi il Comitato “Cristiani in moschea”, per proseguire l’ iniziativa varata, in gran parte d’ Italia, l’11 e 12 settembre scorso ,cui han aderito ben 3.200 associazioni, confederazioni e fondazioni varie: comitato che è già stato ufficialmente invitato, da giornalisti di Nazareth, ad organizzare a Nazareth, in Galilea, una nuova edizione di “Musulmani in chiesa” e di “Cristiani in moschea”, nel periodo di Natale. Abbiamo voluto scegliere come punto di partenza Civitavecchia (dove io e altri colleghi, tra l’altro, tempo fa abbiamo curato ben 340 giovani tunisini immigrati in Italia) per lanciare un grido, insieme, di rabbia e di speranza; creando un’ ideale “nave della speranza” Civitavecchia-Tunisi, che porti benessere e serenità ai Paesi oggi più coinvolti nell’emergenza immigrati”.

 

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