agenziafuoritutto: Foad Aodi (Comai): i musulmani italiani vicini ai familiari di Valeria Soresin

 

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“A nome del mondo arabo in Italia, esprimiamo sincere condoglianze ai familiari di Valeria Soresin, la giovane veneziana uccisa, come tanti altri, nei tragici attentati di Parigi. Valeria è stata uccisa da assassini della religione, della democrazia e della libertà. Siamo vicini ai suoi familiari e a tutta l’Italia; senza dimenticare che Valeria, purtroppo, è come se fosse morta due volte, dato che era una ricercatrice che, come tanti suoi validi colleghi, s’era vista costretta a trovare lavoro all’estero”. E’ quanto dichiara Foad Aodi, medico chirurgo, presidente della COMAI, Comunità del Mondo Arabo in Italia ( organismo che raccoglie gran parte delle realtà islamiche nel nostro Paese). “In questa preoccupante situazione venutasi a creare per la minaccia del terrorismo islamico, prosegue il prof. Aodi, “come COMAI facciamo un appello a tutte le comunità mussulmane perchè si scelga di andare oltre ogni nazionalismo e ogni personalismo. Voglio riferirmi,così, anche alla manifestazione di sabato scorso a Roma, “Not in my name”, dei mussulmani italiani contro la politica del terrore: che è ben riuscita, ma poteva andare decisamente meglio, con molta più affluenza di persone ( e non solo del migliaio effettivamente intervenuto) se, da un lato, il segretario generale della Moschea di Roma si fosse dato maggiormente da fare, per avvertire le consistenti comunità mussulmane presenti nella capitale (egiziana, tunisina, libica, siriana, palestinese,ecc…). E, dall’altro,se l’on. Chaouki, deputato del PD, non l’avesse trasformata,sostanzialmente, in una sua tribuna personale”.
Il prof. Aodi ha concluso ricordando anche i dati piu’ recenti – rilevati anche dal circuito nazionale delle ASL – che, in gran parte d’Italia, indicano un preoccupante aumento dei casi di malessere psicologico tra i bambini di religione islamica: legati in gran parte, sostiene, a un certo clima d’intolleranza antiislamica generalizzata che sta inquinando fortemente la vita quotidiana delle famiglie di religione mussulmana, a partire appunto dalle scuole. In proposito, non possiamo non rilevare che titolare la prima pagina d’ un quotidiano di diffusione nazionale, all’indomani degli attentati di Parigi, con la frase “Bastardi islamici”, come ha fatto Maurizio Belpietro, è un atto che va proprio in questa direzione: come va respinto il buonismo ipocrita, così non si può accettare la condanna generalizzata d’un gruppo etnico, linguistico o religioso (contraria, infatti, anzitutto alla legge Mancino del 1993),che non può che preparare il terreno a ulteriori manifestazioni di odio.

 

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